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“Plus Ultra”, gruppo di giovani augustani gira documentario sulla disabilità

AUGUSTA – A ventitré anni, giovane talento della fotografia, con diverse collaborazioni in ambito cinematografico, si è lanciato nella realizzazione di un documentario sulla percezione sociale della disabilità nella storia, toccando anche la propria città, Augusta. Roberto Greco, già autore di apprezzate mostre fotografiche, prova a sorprendere, reinventandosi e sperimentando.

Il titolo c’è già: “Plus Ultra, dall’altra parte dell’orizzonte“. Le riprese sono partite e il giovane augustano ne cura la regia. Sul filo narrativo del documentario, ci fornisce alcune anticipazioni: “Un viaggio che ha inizio con gli ideali dell’antica Grecia, poi ripresi nei progetti di sterminio del Novecento, crimini contro l’umanità quali l’eugenetica razzista, la folle idea della perfezione della razza, quasi come se l’uomo potesse essere lo strumento per attuare l’evoluzione darwiniana della specie. Da ciò si arriverà ai giorni nostri, giungendo a quelli che sono i progressi fatti a livello scientifico e sociale, le cure, gli approcci attuali anche nel campo legislativo e scolastico, con spunti di riflessione verso il futuro“.

Il team al lavoro è composto interamente da giovani augustani, tra i 16 e i 25 anni, che si son dati il nome collettivo di “Anthea” (prossima associazione culturale, secondo le intenzioni di Greco): la sceneggiatura di Francesco Rocco, la fotografia di Mattia Fazio; inoltre, la consulenza scientifica di Roberta Cannavà, il supporto tecnico e artistico di Iolanda Palmi (segretaria di edizione) e Rosario Carrabino (fotografo di scena e aiuto regia).

L’idea del documentario è nata nel novembre del 2016 e si è sviluppata dalle esperienze di Greco con “Progetto Icaro“, l’associazione presieduta da Enzo Toscano che si occupa da anni di promuovere attività ricreative per giovani diversamente abili del territorio, e non solo. Un’associazione di cui ha apprezzato il particolare approccio ai fini della socializzazione, con laboratori prevalentemente ludici, e su cui afferma: “Tutto ciò mi ha aperto la mente verso nuovi orizzonti, e da qui si spiega anche parte del titolo, ho sentito realmente di trovarmi al posto giusto al momento giusto e che questo fosse il modo di “restituire” quello che i ragazzi disabili mi hanno trasmesso durante le loro attività“.

Poi sono state coinvolte diverse figure per ogni specifico tema da trattare, c0n la tecnica dell’intervista: archeologia, storia, psichiatria, scuola e pubblica amministrazione, grazie ai contributi di Alessandra Traversa (docente), Joseph Insirello (studente), Graziana Busso (psicologa e psicoterapeuta), Michele Cannavò (psichiatra e psicoterapeuta), Maria Giovanna Sergi (dirigente scolastico) e Rosanna Spinitta (assessore comunale alle politiche sociali).

Roberto Greco

Il film è prodotto in modo indipendente dal gruppo Anthea con la collaborazione di Progetto Icaro onlus, senza alcun fine lucrativo – ci riferisce Greco – ma necessita di finanziamenti per la copertura di costi indispensabili. È per questo infatti che il gruppo si rivolge alle realtà industriali e commerciali del territorio in cerca di sponsorizzazioni. Pensato come un prodotto rivolto a chiunque – conclude – il film, una volta ultimato, seguirà una distribuzione nei canali cinematografici, sale, festival, rassegne, ecc., ma verrà distribuito anche nelle scuole, nei convegni di settore e dovunque ci sia chi voglia conoscere la storia che intendo raccontare“.


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