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Applausi per il teatro sociale al carcere di Brucoli

a-teatro-insieme-casa-reclusione-augusta-e-compagnia-cetty-ambraAUGUSTA – Giovedì pomeriggio si è svolto, presso la Casa circondariale di Brucoli, lo spettacolo teatrale integrato tra i detenuti della struttura augustana e gli utenti del Centro diurno di Lentini, nell’ambito del progetto “A teatro insieme”.

Una collaborazione voluta dal direttore Antonio Gelardi, che si avvale della collaborazione della “Compagnia teatrale Cetty Ambra”, e che suggella l’intento di fondere più realtà al fine di accrescere l’autostima, la fiducia e le capacità relazionali dei detenuti e dei soggetti affetti da disabilità psichiche. È un lungo e dipinto corridoio a mettere in contatto due realtà, quella di chi è libero con quella di chi non lo è, che con stupore e rispetto si fondono all’interno del teatro della Casa circondariale, per diventare un’alchimia di intense emozioni date e ricevute.

Sulle note di tre musical celebri, “Aggiungi un posto a tavola”, “Grease” e “Sister Act”, intervallati da canzoni e poesie interpretate dai detenuti, è sembrato quasi che per qualche ora la vita degli interpreti fosse tornata alla normalità. Nella giocosità e nella dinamicità dello spettacolo è come se ognuno di loro avesse avuto la possibilità di dimenticare il passato per vivere un presente con una dignità che forse, nel tempo dell’innocenza, non è stata loro concessa.

Dentro ognuno di loro, in quegli occhi aperti e vivi c’è un talento che nessuno ha mai saputo nutrire e nell’allegria divina che rende liberi attraverso le mani protese verso l’alto, quasi a voler toccare il cielo, c’è un bambino che si riscatta e un adulto che può sognare di valere di più.

E a guardarli viene da pensare che in fondo nasciamo tutti uguali solo che i contesti e le esperienze ci modellano. È lecito pensare che chi si è “sporcato le mani” nel fango conserva ancora la possibilità e la capacità di affondare le mani nelle stelle, che nel momento del buio qualcuno troverà la luce del proprio talento, che negli istanti della gioia e del sorriso si è tutti innocenti, e che esiste una frequenza sulla quale ci si può incontrare indistintamente, che è quella della musica e del cuore che ne scandisce il tempo.

Il pensiero rende liberi dal momento in cui possiamo dimostrare a noi stessi che valiamo più di quell’etichetta che portiamo sulla fronte. Questo dicevano i loro volti accesi e a testa alta su quel palcoscenico in cui erano tutti liberi. È il modo in cui si osservano le cose a dare loro forma e valore e tutto ciò che si guarda dall’angolazione giusta può essere bellezza. Forse, proprio grazie a questo pensiero gli spettatori hanno potuto apprezzare e vedere in detenuti e disabili tutta la bellezza che certi eventi sono in grado di rendere visibile.

Con gli occhi pieni di speranza e di tenerezza si è concluso lo spettacolo, tra gli applausi scroscianti e sentiti di un grazie reciproco.

Marcella Di Grande


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