Politica

Augusta, saline del Mulinello, Schermi riceve risposta dalla Regione: “Vincolate dal 2017”

AUGUSTA – Una cosa è il passante ferroviario, un’altra la “cementificazione” di 80 ettari del parco del Mulinello: questa “cementificazione” non si può fare, come conferma l’assessorato regionale al Territorio e Ambiente. Questo, in estrema sintesi, il senso della lunga conferenza-stampa indetta per stamattina, nell’auditorium “Don Paolo Liggeri”, dal consigliere comunale di Diem25, Giuseppe Schermi, già vicesindaco nel primo anno dell’amministrazione comunale pentastellata.

La battaglia ambientalista di Schermi dura dall’estate scorsa, attraverso varie forme: interrogazioni, mozioni, interventi sulla stampa, perfino un’azione dimostrativa in kayak, per scongiurare il paventato pericolo di “cementificare” 80 ettari di ex saline nell’area dell’ex idroscalo.

Da quando, cioè, l’Autorità di sistema portuale (Adsp) del mare di Sicilia orientale, presieduta da Andrea Annunziata, ha pubblicato il bando di gara europeo da oltre 47 milioni di euro, per “acquisizione aree e realizzazione di nuovi piazzali attrezzati nel porto di Augusta, da finanziarsi con fondi propri di bilancio”. Lavori che, però, non sono ancora stati avviati perché due ditte, che hanno partecipato e sono state escluse, hanno presentato ricorso.

Un progetto ritenuto necessario dall’Adsp per far penetrare la linea ferroviaria al fine di adeguare il porto di Augusta alle necessità previste dall’Unione europea che ha individuato nella rada il porto “core”, cioè un porto centrale, strategico, nella Sicilia orientale, per la Trans european network-Transport (rete Ten-T).

Schermi, entrato in consiglio tra i banchi dell’opposizione nel 2017, aveva sollecitato l’amministrazione comunale a compiere una verifica sull’area del Mulinello, se rientrasse con le ex saline Regina e Migneco, di un’area Sic, cioè Sito di interesse comunitario, con vincoli assoluti di divieto di modifica dell’esistente. Nella conferenza-stampa di questa mattina, Schermi ha ricordato la risposta del sindaco Di Pietro, che, sostanzialmente, dava torto al suo ex vice.

Quindi, il 6 marzo scorso, ha rivolto un’interpellanza scritta all’assessorato del Territorio e Ambiente della Regione siciliana per sapere se l’area del Mulinello è soggetta a vincolo e da quando. Due giorni fa, il 2 aprile, Schermi ha ricevuto la risposta scritta da parte di Giuseppe Maurici, responsabile del settore di gestione delle saline siciliane, nell’ambito dell’assessorato regionale citato. Nel documento si precisa che c’è un vincolo assoluto, datato 2017.

Forte di questa risposta, il consigliere di Diem25 ha fatto sapere di aver invitato per stamattina i rappresentanti della stampa, il sindaco, i membri della giunta e tutti i consiglieri comunali. Si sono fatti vivi solo i giornalisti, i quali hanno preso nota del resoconto di Schermi, il quale ha annunciato che, al più tardi, entro domattina, farà pervenire all’amministrazione comunale e all’Adsp la risposta di Maurici, affinché in autotutela procedano, per quanto di rispettiva competenza, a richiedere una nuova valutazione di impatto ambientale e ad annullare il bando. Se il Comune e l’Adsp non procederanno in autotutela, Schermi ha riferito che ne informerà la Procura.

Il consigliere ha infine ricordato che nelle casse della Regione sarebbe depositato un milione di euro per la riqualificazione delle ex saline sul lungomare Rossini, secondo un progetto risalente all’assessorato comunale retto da Accolla, al tempo della seconda sindacatura Carrubba.

G.C.


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