Politica

Augusta, salme in attesa di loculi, nuovo affondo di Di Mare all’amministrazione

AUGUSTA – “L’improvvisazione e la mancata programmazione dell’amministrazione Di Pietro non si fermano neanche davanti ai lutti dei cittadini“. Questo il nuovo affondo all’amministrazione comunale da parte del consigliere comunale Giuseppe Di Mare, in merito alla notizia delle nove salme che hanno affollato la camera mortuaria del cimitero, in attesa di tumulazione, per almeno tre settimane.

Non sono che l’ultimo dei segnali del totale abbandono e degrado in cui versa purtroppo oggi il nostro camposanto – commenta – Un luogo che dovrebbe essere rispettato e curato proprio per il significato che ricopre per tutta la città e che, invece, come ho avuto modo di segnalare già qualche settimana fa, versa in condizioni del tutto dimenticate“.

Il consigliere di #perAugusta contesta le motivazioni addotte dal sindaco Di Pietro. “Ci dispiace leggere quanto il sindaco sostiene, e cioè che sono solo dei disguidi tecnici e che si attendono i risultati dei “provini” per la tenuta – sostiene Di Mare – Ci dispiace perché manifesta, ancora una volta, l’assoluta mancanza di programmazione e lungimiranza che questa amministrazione ha e i cui risultati si vedono nella gestione di tutta la città. Non si può programmare così la disponibilità dei loculi, in continua emergenza. Da diversi anni ormai il problema è sempre lo stesso, si pensa alla costruzione solo quando il problema si presenta, con una realtà sotto gli occhi di tutti. Inoltre mi chiedo come farà l’amministrazione a consegnare i loculi in un contesto di pericolosità ed abbandono tra erbacce, strada piena di materiale di lavoro (chiodi per esempio) e non asfaltata, assenza di qualunque opera di sicurezza?“.

Ci sembra inoltre davvero strano – aggiunge – che i risultati che il sindaco cita si facciano attendere per ben tre settimane. Non vorremmo che dietro a questo stop ci fosse, piuttosto, qualche altro problema, di gestione dei lavori con la ditta“.

Il consigliere Di Mare conclude: “Non ci sembra di chiedere opere straordinarie: vorremmo solo una città normale, dove chi ha perso uno dei suoi cari non debba aggiungere al dolore anche il disagio di lasciare esposto il corpo dentro una bara in una sala comune“.


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