Cultura

Breve storia di Augusta: via 10 Ottobre, via Roma, via Megara, via Epicarmo, via Colombo

AUGUSTA – Nell’ambito di una più ampia iniziativa editoriale promossa da La Gazzetta Augustana.it di divulgazione e promozione della storia di Augusta, abbiamo previsto una rubrica settimanale tematica nel nostro web magazine di approfondimento “Cultura”. Ha per titolo “Breve Storia di Augusta” ed è curata da Filippo Salvatore Lentini, detto Salvo, già ufficiale della Marina Militare, che da appassionato alle vicende storiche e alle tradizioni augustane, facendo ricorso ad un’estesa bibliografia che comprende i numeri del “Notiziario storico di Augusta” e i diversi lavori succedutisi nel tempo di noti studiosi della storia cittadina (che Lentini ci ha chiesto di menzionare in ordine casuale in premessa: Mario Mentesana, Elio Salerno, Tullio Marcon, Ennio Salerno, Vincenzo Vinciguerra, Ezechiele Salerno, Giorgio Casole, Sebastiano Salomone, Giovanni Vaccaro, Giuseppe Messina, Giovanni Satta, Giuseppe Carrabino, Italo Russo e non solo), ha pubblicato nel 2008 l’apprezzata opera dal titolo “L’Isola delle Palme”. Offrirà ai lettori de La Gazzetta Augustana.it, per la prima volta su una testata, la versione ridotta e adattata al web della sua pubblicazione.

21. Toponomastica (II).

  • Via 10 Ottobre 1911
Via 10 Ottobre, anni '50

Via 10 Ottobre, anni ’50

La Via 10 Ottobre 1911, che inizia dal crocevia cittadino noto come a “Cruci tri cannuni”, è la continuazione verso Sud della Via 14 Ottobre e deve il suo nome ad una data in cui avvenne un fatto storico-bellico riguardante la nostra città, casualmente verificatosi anch’esso nel mese di Ottobre. Infatti, era la sera del 10 Ottobre 1911 quando il numeroso convoglio navale italiano, radunatosi all’interno del porto megarese, tolse gli ormeggi ed indirizzò le prore verso il mare aperto, alla volta del Nord Africa per raggiungere e conquistare la Libia, a spese della Turchia che, a detta dal governo italiano, l’amministrava in maniera pessima. La manovra navale fu seguita da tantissimi Augustani che, appostatisi a vista sul porto lungo la riviera di ponente, attesero pazientemente per lunghe ore la partenza delle navi, pur di dare il loro caloroso saluto ai tanti marinai che andavano a combattere, per mantenere alto il nome della propria Patria. L’anno seguente l’Amministrazione Comunale, per rimarcare con quanto sentimento patriottico fu vissuta dalla comunità locale la spedizione verso Tripoli, volle immortalare tale avvenimento assegnando il nome di Via 10 Ottobre 1911 a quella strada dove si era assiepata la popolazione per salutare, con le mani e col cuore, il convoglio navale con tantissimi soldati a bordo, fra i quali vi era un folto nucleo di Augustani. All’epoca di tale avvenimento questa strada, priva di edifici nel lato Ovest, si chiamava Via Marina di Ponente e per  l’occasione tale denominazione fu trasferita alla strada sottostante, più a ponente e più vicina al mare e che, per l’appunto, corrisponde all’attuale Via Marina di Ponente. Di recente, in occasione della Guerra del Golfo, si è verificata una situazione simile. Infatti, tantissime persone si affacciarono dalla piazzetta della “Cruci tri cannuni” e dalla piazza dove sono le Poste, i pochi spazi rimasti ancora liberi con la vista sul porto, per dare un affettuoso saluto ai ‘ ragazzi’ che, a bordo di alcune unità della Marina Militare, partivano alla volta della ‘bellicosa e calda’ area del Golfo Persico.

  • Via Roma
Via Roma, ancora Via Chersoneso, anni '20
inserzioni

Via Roma, ancora Via Chersoneso, anni ’20

Secondo alcune fonti, la lunga e diritta strada che dalla zona della locale“Cruci tri cannuni”, situata ad Ovest, arriva fino alla Piazza delle Grazie nella parte ad Est della città, alle sue origini era conosciuta come ‘Crociera dei Quattro Cannoni e Grazia’ ed in seguito era denominata come Via Calvario. Con la generale revisione toponomastica del 1869  la strada prese il nome di Via Chersoneso, termine con il quale gli antichi greci chiamavano la penisola dove in seguito sorse la città di Augusta. Soltanto nel 1932, per volere del Duce Benito Mussolini che, come per altre centri italiani, voleva onorare anche la città di Augusta con il nome della capitale del Regno d’Italia, l’arteria viaria assunse l’attuale nome di Via Roma. Fino agli albori del Novecento, in questa strada si affacciavano ben quattro chiese: la Chiesa di Santa Caterina d’Alessandria (all’incrocio con Via Principe Umberto), la Chiesa di San Biagio (all’incrocio con Via Megara e con l’ingresso sulla stessa Via Roma), la Chiesa della Madonna dell’Itria (all’incrocio con Via Epicarmo) e la Chiesa della Madonna della Grazia (nell’omonima piazza). Attualmente, Via Roma è l’unica strada cittadina che permette di poter vedere, contemporaneamente, il mare del porto megarese a Ponente e quello del Golfo Xifonio a Levante della città.

  • Via Megara
Via Megara, anni '30

Via Megara, anni ’30

È fin troppo eloquente che il ricordo dell’antica città di Megara Hyblaea sia la fonte del nome dato nel 1869 alla Via Megara. Già dalle sue origini l’attuale Via Megara si estendeva dall’allora Piano del Castello fino al muro della cinta bastionata di Terravecchia, proprio in prossimità della Chiesa della Madonna del Perpetuo Soccorso, più nota come Chiesa della Rotonda o Chiesa “do Bambineddu”. Prima di chiamarsi Via Megara questa importante arteria viaria di Augusta era conosciuta prima come la Strada di Gesù e Maria, per la presenza della suddetta chiesa, poi quale Strada del Soccorso, nome collegato proprio all’esistenza della Chiesa del Soccorso nella parte finale di questa lunghissima via cittadina.

  • Via Epicarmo
Via Epicarmo, anni '30

Via Epicarmo, anni ’30

La lunga via che dai Giardini Pubblici situati a Nord scorre diritta verso Sud, fino ad arrivare nella parte di Levante dell’ex cinta bastionata aragonese, in passato era stata denominata Strada del Carmine, per la presenza della Chiesa della Madonna del Carmelo, ed in seguito Strada dei Forni, per l’esistenza nella sua parte finale dei forni utilizzati nella Ricetta dei Cavalieri di Malta. Infine, con la generale revisione toponomastica del 1869, prese la definitiva ed ancora attuale denominazione di Via Epicarmo, a ricordo di un grande commediografo dell’antica e vicina colonia greca di Megara Hyblaea. Nella stessa Via Epicarmo è esistente uno slargo che, prendendo il nome dalla presenza della Chiesa del Carmine e dell’adiacente Convento dei Carmelitani, anticamente si chiamava Piano del Convento del Carmine e sempre nel 1869 diventò l’odierna Piazza Carmine.

  • Via Cristoforo Colombo
Via Cristoforo Colombo, anni '50

Via Cristoforo Colombo, anni ’50

In seguito all’ampliamento della zona compresa tra l’allora Piano del Castello ed il suo immediato abitato, posto di fronte, si creò una strada che, costeggiando da un lato l’area dove si svilupperanno gli attuali Giardini Pubblici, fu chiamata Via Castello. A datare dall’8 Maggio 1926, in seguito alla Delibera della Giunta Comunale, tale strada prese il nome di quella che ancora oggi è Via Cristoforo Colombo. La Via Cristoforo Colombo è, fra tutte le strade della città posta sull’isola megarese, quella situata più a Nord e, prendendo inizio dall’incrocio con la Via 14 Ottobre, scorre in direzione di levante, fino a rasentare il versante che guarda sul Golfo Xifonio.

Salvo Lentini


inserzioni inserzioni
In alto