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Inquinamento nella rada di Augusta, procuratore Giordano: “Non ci arrendiamo”. Ricercatore Cnr: bonifiche possibili

AUGUSTA – Non era previsto in scaletta, ma il procuratore capo di Siracusa, Francesco Paolo Giordano, è stato invitato al tavolo della presidenza del pubblico convegno svoltosi la mattina di martedì 27 marzo, nel salone “Rocco Chinnici” del municipio, sul tema “Ambiente e salute nella rada di Augusta: una relazione da conoscere”, organizzato dal Cnr (Consiglio nazionale delle ricerche) in collaborazione con il Comune.

Giordano ha detto che quando si insediò come procuratore pensò di trovare uomini e mezzi idonei per affrontare le tematiche ambientali; invece, ha trovato “una sorta di ospedale da campo per interventi-tampone nei casi di emergenza”. Nel frattempo, le autorità sanitarie della provincia asserivano che, per quanto riguardava i tumori, la situazione era secondo gli standard nazionali: una risposta “sconfortante per chi deve intervenire”, ha rimarcato Giordano, sottolineando che, però, sul suo tavolo si accumulavano “molte richieste di giustizia”.

Quindi, il procuratore ha costituito un gruppo di lavoro sia di polizia giudiziaria sia di magistrati, sostenuto da “una task force di consulenti nazionali”, i quali hanno rassicurato la magistratura per quanto riguarda l’accertamento delle responsabilità. Questi consulenti, ha precisato Giordano, “ci hanno detto che è possibile stabilire l’incidenza dell’inquinamento dall’azienda X all’azienda Y”.

Abbiamo ottenuto il sequestro degli impianti della Esso e dell’ex Isab, oggi Lukoil”, aziende che si sono dette pronte ad applicare le norme “e non potevano fare altrimenti”, ha precisato Giordano, rammaricatosi, però, perché “gli operatori dell’informazione hanno lasciato sotto traccia queste operazioni”. Dopo aver auspicato un piano serio di interventi contro le emissioni inquinanti, Giordano ha concluso con una nota positiva e con un monito: “Abbiamo aperto all’ascolto del territorio e continueremo in uno studio certo non facilissimo, ma non ci arrendiamo”.

Al tavolo della presidenza, prima e dopo il procuratore, si sono avvicendati diversi relatori che, come ha riconosciuto il sindaco Cettina Di Pietro, hanno avuto la capacità di farsi capire, usando parole comprensibili, pur trattando argomenti difficili. I relatori sono scienziati, ricercatori del Cnr, finanziati dal Miur, il Ministero per l’istruzione e l’università, impegnati nel progetto Cisas per lo studio degli agenti contaminanti dell’ecosistema e per la tutela della salute umana.

Questi scienziati, circa 150, stanno compiendo le loro ricerche e stanno svolgendo i loro studi in tre aree del Meridione: l’area di Augusta-Priolo-Melilli, con una rada, quella di Augusta, altamente inquinata da metalli pesanti, quali arsenico, piombo, mercurio e benzene, su cui si affacciano le industrie del polo petrolchimico più imponente d’Europa; l’area di Milazzo con caratteristiche simili e l’area di Crotone che aveva caratteristiche simili. Per quanto riguarda la rada di Augusta, è stato messo in evidenza che il pescato in rada, vietato per legge, finisce però sulle tavole degli abitanti ed è altamente pericoloso giacché i pesci assorbono questi metalli che, poi, sono assimilati dalle persone a causa della catena alimentare.

Niente di nuovo, possiamo dire, visto che già questi dati erano emersi grazie alle ricerche e agli studi compiuti dal pediatra augustano Giacinto Franco, citato durante il convegno, per il quale è scaturito un applauso spontaneo. Il procuratore Giordano l’ha sottolineato e il concetto è stato ribadito durante le due sessioni del convegno che le bonifiche nella rada sono indispensabili e oggi la tecnologia lo consente, come ha precisato Mario Sprovieri, dell’Istituto per l’Ambiente marino costiero (Cnr), sollecitato al riguardo da una domanda posta da Giorgio Casole, presidente della Commissione comunale di storia patria.

Sono intervenuti a parlare anche l’arciprete Palmiro Prisutto e l’ambientalista Luigi Solarino, ex docente dell’Università di Catania. Al convegno era presente l’augustano Domenico Morello, responsabile del settore Ambiente dell’ex Provincia di Siracusa, che, da noi sentito, ha osservato: “Mi resta l’amaro in bocca perché nessuno ha detto dei passi avanti che sono stati fatti e che sono evidenti e si continua a dire che tutto non ha funzionato, senza dare meriti a quanti operano in questo settore, con tutte le difficoltà del momento”.

Per quasi tutta la durata dei lavori sono stati presenti giovanissimi alunni di un istituto comprensivo, sollecitati a partecipare con i loro elaborati a un concorso su queste tematiche ambientali.


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