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Stabilizzazione di tutti i precari, modalità e criteri esposti in Municipio

AUGUSTA – La scorsa notte l’Assemblea regionale siciliana ha approvato il disegno di legge che dovrebbe consentire la stabilizzazione di tutti i precari siciliani. Per quanto concerne gli effetti che avrà ad Augusta assume rilievo il comma 9 dell’articolo 1, con il quale vengono stanziati 2.950.000 euro a favore dei Comuni in dissesto per il pagamento dei lavoratori precari, comprendendo gli 85 lavoratori precari in forza al Comune di Augusta.

Questo giovedì mattina, in occasione di un incontro presso il salone di rappresentanza del Palazzo di Città, a cui hanno partecipato i lavoratori precari augustani che da decenni attendono risposte definitive, il sindaco Cettina Di Pietro e in particolare il presidente della commissione Bilancio e Programmazione all’Ars Vincenzo Vinciullo, che del disegno di legge è stato relatore, hanno esposto il quadro della situazione attuale.

Vinciullo ha illustrato che la norma dispone che fino al 2038 sarà la Regione a farsi carico del pagamento, per intero, di tutti i precari. Nel Siracusano si annoverano, oltre agli 85 precari comunali di Augusta e all’unico di Lentini, enti in dissesto, anche i 102 del capoluogo aretuseo, i 46 di Sortino, 29 di Buccheri, 27 di Buscemi e i 22 rispettivamente di Palazzolo e Ferla. A costoro si aggiungono i 287 lavoratori precari in forza alla Protezione civile, distribuiti fra le tre province di Siracusa, Ragusa e Catania.

Sulle modalità di stabilizzazione, toccherà quindi ai Comuni, a stretto giro, dal prossimo 1 gennaio, disporre la proroga prevedendo allo stesso tempo la stabilizzazione, ovvero a tempo indeterminato. A dispetto delle parti politiche che in queste ore paventano impugnative da parte del Governo nazionale, Vinciullo assicura che la nuova legge regionale applicherebbe proprio criteri fissati nella finanziaria dello Stato del 2015.

Inoltre, tutti i lavoratori, una volta stabilizzati, che al 31 dicembre 2018 non potranno essere assorbiti nelle piante organiche dei rispettivi Comuni, saranno trasferiti alla Resais, partecipata della Regione, che ne garantirebbe lo stipendio pur lasciandoli in forza ai Comuni, finché non si libereranno nuove posizioni nell’ente di appartenenza.

Per i lavoratori precari in forza ai Comuni in dissesto, come Augusta, il monte ore stabilito sarà quello raggiunto al 31 dicembre 2014, mentre per tutti gli altri precari varrà il monte ore al 31 dicembre 2015.

Vinciullo, ampiamente soddisfatto, ci riferisce: “È chiaro che abbiamo cercato di sfruttare le norme nazionali per arrivare a questa legge, e infatti riteniamo che il Consiglio dei ministri non potrà impugnare il testo proprio perché stiamo applicando ciò che è stato stabilito in finanziaria 2015“.

Per il presidente della commissione Bilancio e Programmazione si tratta di un risultato storico per tre ordini di motivi: “Innanzitutto perché abbiamo finalmente dato stabilità ai lavoratori precari siciliani, alcuni precari da 28 anni; poi bisogna dire che la norma assume maggior rilievo se si pensa che quando la Regione era “ricca” e il suo patrimonio veniva disperso, non li abbiamo mai stabilizzati, mentre oggi la Regione è “povera” ma virtuosa e siamo riusciti a farlo; infine intendo evidenziare che il risultato è stato centrato presentando un bilancio in attivo: siamo la prima Regione in Italia ad applicare il decreto legislativo del 2011 voluto dal governo Monti che impone alle Regioni di chiudere i bilanci in pareggio“.

Adesso toccherebbe ai sindaci attivarsi, a fronte di queste nuove risorse regionali e delle piante organiche comunali. Il sindaco Cettina Di Pietro esprime cautela: “Siamo lieti che la Regione abbia provveduto, adesso attendiamo il vaglio nazionale del decreto mille proroghe, sperando di non ricevere sgradite sorprese di fine anno. Attendiamo, inoltre, che il testo di legge approvato venga pubblicato in Gazzetta ufficiale, in modo da consentire ai Comuni di deliberare la proroga a partire dal 1 gennaio 2017“.


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