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Augusta, famiglie di studenti con disabilità protestano in piazza. Tensioni con l’amministrazione, solidarietà dai dirigenti scolastici

AUGUSTA – “Il Comune ha assunto l’impegno di far partire i servizi entro fine settembre, ammettendo di doversi far carico anche dei disabili gravissimi, percettori del bonus del decreto Musumeci“. Questo ci riferisce Sebastiano Amenta, vicepresidente dell’associazione “20 novembre 1989”, all’uscita dal palazzo municipale, a conclusione di una mattinata con qualche momento di attrito sul mancato avvio da parte del Comune dei servizi di assistenza igienico-personale e Asacom (assistente all’autonomia e alla comunicazione) per gli studenti diversamente abili degli istituti comprensivi, di competenza comunale, nonostante l’avvenuta apertura dell’anno scolastico.

Mentre il sindaco Cettina Di Pietro, a manifestazione e incontro conclusi, esprimendo soddisfazione quanto a un “chiarimento” finale, ci risponde così: “Io e l’assessore (Rosanna Spinitta, ndr) ribadiamo la solidarietà alle famiglie dei disabili. Fondamentalmente è un problema della Regione, perché i Comuni limitrofi che hanno attivato il servizio lo hanno fatto con fondi comunali. Purtroppo è difficile spiegare le regole di un dissesto, che non è voluto ma determinato da una situazione di fatto deficitaria delle casse comunali, come trovare le somme senza un bilancio o un esercizio provvisorio per far fronte al servizio (…) Attendiamo lunedì la risposta della Regione, sulla possibilità di modificare il Piano di zona per le somme. Per quanto riguarda il servizio Asacom, occorre un intervento del responsabile del settore perché, non essendoci le somme in bilancio corrente, bisogna dichiarare l’urgenza e improcrastinabilità del servizio per poter procedere (…) Questa è la burocrazia e certamente noi non ci pensiamo all’ultimo minuto, ma funziona così“.

Si è tenuta infatti stamani in piazza Duomo una manifestazione, con tanto di megafoni e striscioni, da parte delle famiglie di studenti con disabilità e operatori sociali per rivendicare il diritto allo studio. A promuoverla l’associazione “20 novembre 1989”, che aveva invitato anche le forze politiche e sindacali, diverse presenti, e anticipato in una nota le motivazioni del sit-in.

Sono stati contestati in piazza dai manifestanti e da alcuni consiglieri comunali d’opposizione gli esponenti dell’amministrazione, il sindaco Cettina Di Pietro e l’assessore alle Politiche sociali, Rosanna Spinitta, scesi dal palazzo municipale per fornire le spiegazioni del caso. Da parte del primo cittadino sono state mosse accuse nei confronti della Regione siciliana, che avrebbe tagliato le risorse necessarie per il servizio, tesi anticipata dall’intervento del deputato regionale priolese Giorgio Pasqua, che insieme al senatore Pino Pisani completava una delegazione tutta pentastellata.

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Una tesi che non è bastata ai referenti dell’associazione “20 novembre 1989”, aderente al First (Federazione italiana rete sostegno e tutela diritti delle persone con disabilità), rappresentati dal presidente nazionale, l’avvocato catanese Maurizio Benincasa, e dal vicepresidente, l’augustano Sebastiano Amenta. Pur ribadendo la “trasversalità” politica dell’associazione e ricordando la prossima manifestazione per il diritto allo studio in programma lunedì a Catania, amministrata da una giunta di colore diverso, i referenti dell’associazione hanno evidenziato le responsabilità sul bilancio dell’amministrazione comunale.

Si finge di non ricordare che stiamo parlando di servizi essenziali – si leggeva nella nota di annuncio della manifestazione – di violazione gigantesca di diritti fondamentali delle persone e di leggi, come tali riconosciuti dalla nostra Costituzione e da plurime sentenze della Corte costituzionale, che più volte ha ribadito che per tali servizi non esiste il vincolo delle risorse disponibili“.

Alle famiglie è giunta nel pomeriggio, attraverso una nota, la solidarietà dei dirigenti scolastici dei quattro istituti comprensivi cittadini. “Comprendiamo e condividiamo le preoccupazioni delle famiglie degli alunni diversamente abili per la possibile interruzione, da parte del Comune, dell’assistenza igienico personale – fanno sapere – Si tratta di un importante sostegno agli alunni, che le nostre scuole non sono in grado di garantire, per la mancanza di personale qualificato oltre che di risorse. Ci auguriamo che gli sforzi che l’amministrazione comunale sta facendo per reperire i fondi necessari per avviare il servizio, portino al risultato da tutti auspicato”.


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