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Augusta, gruppo di studio su Cesare Artoni. “Le sue vicende offrono spaccato inedito della città negli anni ’30 e ’40”

AUGUSTA – Nell’ambito delle iniziative finalizzate alla conoscenza di personaggi augustani che si sono distinti nei diversi ambiti professionali, la Società augustana di storia patria sta promuovendo il progetto “Cesare Artoni, un militare augustano. Dalla guerra di Spagna al X Reggimento Arditi”. Un progetto che si avvale del prezioso apporto di un gruppo di soci e collaboratori con il preciso scopo di raccogliere e studiare le fonti, riordinarle e metterle a disposizione della cittadinanza e degli addetti ai lavori.

La figura di Cesare Artoni – riferisce Giuseppe Carrabino, presidente della Società augustana di storia patria – è nota solo in ambito militare e tra i pochi che conoscono i fatti d’arme che videro protagonista la IV pattuglia Arditi Nuotatori nell’azione esemplare svoltasi con successo ad Augusta dal 30 luglio al 1 agosto 1943. A Cesare Artoni è stata intitolata la sezione di Ragusa della Federazione nazionale Arditi d’Italia”.

Lo studio della figura di Cesare Artoni permette alla città di Augusta – evidenzia il prof. Federico Ciavattone, direttore del Centro studi di storia del paracadutismo militare italiano, con sede a Pisa – di riappropriarsi della storia di un proprio concittadino. Le vicende di Artoni, studiate in modo scientifico, sono significative perché ci offrono uno spaccato inedito di quella che era Augusta, la Sicilia e l’Italia (più in generale) negli anni ‘30 e ‘40“.

Si costituisce pertanto un gruppo di studio, su invito di Carrabino, composto da: gli eredi Artoni, tra cui Lucia Artoni Caramagno (socia del sodalizio di storia patria) che ha affidato alla Società augustana di storia patria, documenti, carte, opuscoli, cartoline e riviste appartenute al genitore e che oggi costituiscono il “Fondo Artoni”; Marco Gimmillaro, esponente della Federazione nazionale Arditi d’Italia – Gruppo Ponte Primosole; e Federico Ciavattone, appunto, dottore di ricerca in Storia contemporanea, docente Miur, nonché direttore del Centro studi di storia del paracadutismo militare italiano, centro studi sorto in seno all’Associazione nazionale dei paracadutisti d’Italia (e come affiliazione del Museo storico delle aviotruppe di Pisa) che ha sede presso lo stesso Museo, nella Caserma “Gamerra” del Centro addestramento paracadutisti di Pisa.

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Un progetto ambizioso – aggiunge Carrabino – già avviato con la scansione e la catalogazione del materiale del “Fondo” unitamente a diversi cimeli custoditi dalla famiglia. Sono previsti incontri di approfondimento, anche attraverso il web, visite guidate ai “luoghi” che costituiscono la “mappa” degli interventi degli Arditi in Sicilia, la stesura di articoli legati alle vicende oggetto di studio per concludersi con una biografia e specifiche iniziative commemorative“.

Artoni partecipa alla Guerra di Spagna e, successivamente, al Secondo conflitto mondiale, inizialmente all’interno di un reparto costiero siciliano e, successivamente, con il X Reggimento Arditi – spiega Ciavattone – Quest’ultimo reparto era una élite del Regio Esercito che prese parte anche alla Campagna di Sicilia, nel luglio-agosto 1943. Proprio in questo contesto, Artoni, in qualità di comandante di una Pattuglia Nuotatori, ebbe modo di condurre una incredibile missione, oltre le linee Alleate, distruggendo un deposito munizioni anglo-americano“.

Ringrazio Giuseppe Carrabino per avermi invitato a far parte di questo gruppo di lavoro che grazie anche allo studio della documentazione che, sino ad oggi, la famiglia ha gelosamente conservato e che, adesso, ha donato alla Società augustana di storia patria – conclude il direttore del Centro studi di Pisa – ci offre anche la possibilità di sviluppare tematiche di storia sociale su come i cittadini ed i militari percepissero la guerra ed i concetti di Nazione e di Patria, in quel drammatico periodo storico“.


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