Cultura

I misteri della seduta spiritica sul sequestro Moro

Astrologia, cartomanzia, lettura dei tarocchi sono discipline che non hanno fondamento scientifico, e vengono irrise soprattutto da chi si nutre di fatti, prove e considerazioni concrete. Ma ci sono episodi storici, tra leggende e mezze verità, che hanno fatto emergere come perfino la classe dirigente del Paese, pur non ammettendolo mai, avrebbe fatto ricorso a tali credenze per individuare soluzioni importanti.

La discussione su quanto l’astrologia, o la magia, possano aver influenzato il mondo della politica appartiene a quelle voci di corridoio talvolta rimbalzate dalla cronaca all’attenzione pubblica. È possibile affermare che in un passato non troppo lontano esponenti di partiti politici in vista abbiano fatto ricorso a sedute spiritiche, su questioni cruciali per l’Italia.

Un celebre caso su tutti, quello in cui accademici vicini alla politica si cimentarono, forse per gioco, nell’occulto: la “seduta spiritica” per ottenere rivelazioni sul sequestro Moro, a cui parteciparono l’allora giovane professore universitario Romano Prodi (premier vent’anni dopo) e altri accademici.

  • La seduta spiritica sul sequestro Moro

Della vicenda si sa che Prodi avrebbe raccontato a un alto funzionario della Dc che, grazie a una seduta spiritica, aveva ricevuto gli indizi “Viterbo”, “Bolsena”, “Gradoli” in merito al covo dove era detenuto Aldo Moro, a due settimane dal sequestro da parte delle Brigate rosse.

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Prodi e alcuni suoi colleghi (molti arrivati poi ai vertici delle istituzioni) erano stati invitati a trascorrere una domenica in campagna a Zappolino, un comune del Bolognese. Era il 2 aprile 1978. A causa del brutto tempo, gli ospiti si sarebbero ritrovati in casa a fare la seduta spiritica, e, con il sistema del piattino, avrebbero evocato le anime a cui rivolgere domande, tra cui quella sul luogo di detenzione di Moro.

Anche se è difficile credere che tarocchi, astrologia e magia e tanto meno una seduta spiritica abbiano potuto incuriosire menti così raffinate, eppure la versione della seduta spiritica venne confermata anche negli interrogatori giudiziari che seguirono.

  • Tra conferme ufficiali e dubbi irrisolti

I dodici presenti confermarono in una lettera firmata nel 1981 che, seppure scettici nei confronti di discipline come i tarocchi, l’astrologia e la cartomanzia, videro il piattino muoversi da solo. L’aspetto curioso sta nel fatto che gli investigatori pensarono a un comune, vicino Viterbo, ma solo qualche settimana dopo si ricollegò a una via della capitale, via Gradoli appunto, quando le forze dell’ordine scoprirono per un caso fortuito l’appartamento di una delle menti del sequestro. Una scoperta che avrebbe lasciato interdetti Prodi e i suoi compagni di “seduta parapsicologica” (così la definirono i protagonisti).

Dopo 42 anni e due commissioni d’inchiesta parlamentare sul caso Moro, non si è addivenuti a ulteriori chiarimenti sulla singolare vicenda, ma resta il dubbio che qualcuno dei soggetti coinvolti nella presunta seduta spiritica potesse aver ricevuto la preziosa informazione per altre vie, magari meno esoteriche.

(Foto di copertina: generica)


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