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Coronavirus e uso mascherina, Federfarma Siracusa: “Attenti a fake news, indossare protezione diventi buona abitudine”

SIRACUSA – “Il panorama dei complottismi e delle fake news, il cui unico obiettivo è terrorizzare la cittadinanza per poi collezionare proficui click a pagamento, si è arricchito in questi giorni di un nuovo nemico sul quale focalizzare l’attenzione, ossia le mascherine”. A intervenire è Salvatore Caruso, presidente di Federfarma Siracusa, in un momento nel quale, nonostante l’azzeramento dei ricoveri per Covid-19 registrato ieri in provincia, è comunque necessario tenere altissima l’attenzione.

Al di là delle fantasiose tesi terroristiche diffuse via web – spiega il dottor Caruso – immaginare l’utilizzo della mascherina chirurgica come causa di danni irreversibili metterebbe in dubbio decenni di pratica medica, nella quale proprio in sala operatoria, a volte per interventi di molte ore, chirurghi e assistenti hanno indossato questo indispensabile presidio medico”.

Niente panico allora, semmai quella di indossare una protezione dovrà diventare una buona abitudine, nel rispetto di chi ci sta accanto – prosegue il presidente de farmacisti siracusani – perché ogni tipo di mascherina o anche la semplice copertura delle vie aeree principali con foulard o sciarpe contribuisce a ridurre il famigerato “droplet“, ossia le goccioline di saliva spesso veicolo di trasmissione del virus”.

Bisogna evidenziare, intanto, che l’uso della mascherina o di “altro strumento di copertura di naso e bocca” (come da ordinanza del presidente della Regione siciliana) è un obbligo prescritto dai più recenti provvedimenti nazionali e regionali sulla “Fase 2”. Poi è intervenuto l’assessorato regionale alla Salute per precisare che è obbligatorio “portarla sempre con sé, anche nei luoghi all’aperto, e indossarla quando non si può garantire una distanza interpersonale idonea a proteggere dal rischio del contagio”.

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Nessun “lento suicidio” dunque ma al contrario una pratica che, insieme al distanziamento sociale e all’igiene delle mani e delle superfici, sta contribuendo a ridurre significativamente il tasso di contagio – illustra ancora Caruso – fatto che si può verificare ad esempio proprio con la bassa incidenza del virus tra i farmacisti, sempre aperti anche nei momenti più critici ma che hanno indossato con regolarità i dispositivi di protezione”.

Indossate pure tranquillamente le mascherine – conclude – rispettando al contempo tutte le altre prescrizioni di sicurezza e insieme, gradualmente, impareremo prima a convivere con questo virus e poi, finalmente, a sconfiggerlo”.

Ricordiamo infine che le mascherine chirurgiche sono vendute da diverse reti di distribuzione, tra cui quelle di Gdo (Grande distribuzione organizzata), farmacie e parafarmacie. Il prezzo è stato calmierato con ordinanza del commissario straordinario per l’emergenza, Arcuri, firmata il 26 aprile, disponendo che il prezzo finale di vendita al consumo delle mascherine facciali (standard UNI EN 14683; di tipo I, II e IIR) praticato dai rivenditori finali “non può essere superiore, per ciascuna unità, ad euro 0,50, al netto dell’imposta sul valore aggiunto”. Con il decreto Rilancio, entrato in vigore il 19 maggio, è stata azzerata l’Iva sulle mascherine per tutto il 2020.

(Foto di copertina: generica)


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