Politica

Autorità portuale a Catania, lo “scippo” è compiuto: politica siracusana pronta a mobilitazione

AUGUSTA – Dopo l’annuncio clamoroso del primo cittadino di Catania Enzo Bianco, arrivano questo venerdì mattina ulteriori conferme che ieri è stato firmato da parte del ministro Delrio il decreto che assegna allo scalo portuale etneo per il prossimo biennio la sede dell’Autorità di sistema portuale del Mare di Sicilia Orientale, di cui fanno parte appunto Catania e Augusta.

A seguire le prime proteste e accuse politiche mosse nei confronti del Pd da parte del M5s cittadino, sono alcuni parlamentari siracusani, a cominciare da Vincenzo Vinciullo, presidente della commissione Bilancio e Programmazione all’Ars.

Del decreto dice: “Assolutamente illegittimo, con il quale la provincia di Siracusa e la città di Augusta vengono scippati dell’Autorità portuale e, attraverso accordi politici e personali, in contrasto con le norme comunitarie e italiane, fa sì che, unico caso in Italia, Augusta, porto core, non sarà Autorità portuale, mentre Catania, unico caso in Italia, pur non essendo porto core, sarà Autorità portuale“.

È durissimo l’attacco del parlamentare siracusano alla sua stessa maggioranza politica a Roma: “Di fronte a un provvedimento così iniquo, così ingiusto e così insopportabile da digerire, sento tutto il disgusto umano e politico che si può provare quando la Legge viene calpestata da chi la dovrebbe fare rispettare, quando la Legge viene derisa, quando la Legge viene stuprata e violentata da chi, invece, dovrebbe adoperarsi affinché ciò non debba mai accadere. Disgustato, offeso, umiliato e ferito come la mia Terra, che dal Governo regionale e dal Governo nazionale ha subito l’ennesimo schiaffo, l’ennesimo torto“.

Vinciullo richiama pure la storia in questa giornata particolare: “Sappia chi oggi plaude a questa evidente operazione di ingiustizia che oggi è il giorno della memoria, è il giorno in cui le vittime hanno avuto la meglio sui carnefici. Non è umiliando la nostra provincia che la vicina provincia di Catania potrà trovare ricchezza, potere economico e splendore“.

Quindi l’appello alla mobilitazione popolare: “Invito, quindi, i cittadini tutti a mobilitarsi, a ribellarsi e ad opporsi a questo atto di arroganza politica, perché sia chiaro che non solo protesteremo e contesteremo, ma non ci sarà giudice in Italia a cui non chiederemo giustizia, a cui non chiederemo il rispetto della Legge, a cui non chiederemo l’applicazione delle norme comunitarie e nazionali, perché sappia il ministro Delrio che nel nostro Paese non vi è alcuno che possa definirsi “legibus solutus”, cioè al di sopra delle leggi e del diritto. Anche noi – conclude Vinciullo –, come il mugnaio di Berlino, troveremo un giudice che ci darà ragione, che riporterà il diritto leso e che alla fine farà trionfare la giustizia“.

Interviene il parlamentare regionale Giambattista Coltraro, capogruppo all’Ars di Sicilia democratica, evidenziando l’unicità e le peculiarità tecniche note del porto megarese rispetto allo scalo portuale etneo: “Quella di Augusta è una rada naturale unica e profonda, e se a questo si aggiunge la mole di investimenti previsti fino al 2020 e la circostanza che è l’unico porto cluster, cioè con funzioni di cantieristica, industriali e militari, ne deriva che abbia tutte le condizioni per far sì che la Sicilia possa ottenere un hub per le merci”.

Solleva inoltre la questione di natura economica, con i timori paventati da tempo riguardo al ricco bilancio del porto augustano portato in dote a Catania: “La fusione tra il porto di Catania e quello di Augusta potrebbe determinare che le dotazioni patrimoniali di circa 80 milioni di euro, presenti nella situazione patrimoniale dell’autorità portuale di Augusta, vengano utilizzate per ripianare i debiti contratti da una cattiva politica gestionale esercitata in quella di Catania. L’accorpamento, infatti, comporterà questa destinazione dei fondi, piuttosto che per realizzare nuove infrastrutture che condurrebbero a nuovi posti di lavoro, con evidente danno patrimoniale per la provincia di Siracusa“.


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