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Quasimodo all’asta: un lamento d’amore senza amore

Il Blog su beni culturali e arte Il Corbaccio di Carlo Veca per La Gazzetta Augustana.it

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Salvatore Quasimodo… Sei ancora “quel ragazzo che fuggì di notte con un mantello corto e alcuni versi in tasca”…

“Per i suoi componimenti poetici, che con Classico fuoco, esprimono il tragico sentimento di vita del nostro tempo”. Questa la motivazione dell’Accademia svedese in occasione del conferimento del Nobel per la Letteratura a Salvatore Quasimodo nel 1959.

Eppure proprio oggi, mercoledì 2 dicembre 2015, i documenti e la medaglia d’oro di quel riconoscimento, che lo ha fatto un grande della letteratura mondiale del ‘900, saranno battuti all’asta dalla cassa d’aste Bolaffi di Torino come un qualsiasi altro “Lotto 401”, da una base di 50 mila euro.

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Senza voler entrare nel merito delle scelte che muovono la famiglia Quasimodo a “liberarsi” di tale onorificenza, che segue quella dell’archivio letterario dell’autore e dello studio di Milano – non si comprende se per motivi economici, per vendetta, o per l’assurda opportunità di valorizzazione (“sarebbe bello se finissero in Sicilia”, si legge) – da italiani, penso si resti sorpresi e allibiti per il comportamento di fronte a un “patrimonio nazionale”.

Qualcuno dirà, “il riconoscimento comunque non glielo toglie nessuno”. Ma, a mio avviso, è uno errore riporre completamente nella sfera astratta, qualcosa che necessita una corrispondenza tangibile. Qualcun altro ancora affermerà che “nel mercato internazionale è una prassi consolidata battere all’asta memorabilia”.

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Fonte della foto: http://www.guidasicilia.it/la-terra-impareggiabile-il-parco-letterario-salvatore-quasimodo/rubriche2066

Mi permetto di affermare, senza la presunzione di parlare per molti, che in questo caso meglio tenersi il “provincialismo intellettuale”, se così si può chiamare, che ancora, e per fortuna, nega in Italia il “commercio” di beni di valore culturale.

Un plauso va fatto quindi al Mibact che ne ha decretato il valore storico-artistico: il Nobel di Quasimodo non potrà lasciare l’Italia nelle mani di acquirenti stranieri, ma verrà comunque venduto. Ci si aspetta quindi qualcosa di più dalle istituzioni. Soprattutto in vista di un potenziale “ricorso” a questa decisione. La speranza è che l’asta possa avere il medesimo esito di una simile riguardo un altro Nobel per la letteratura, W. Faulkner: invenduto.

TU, che hai rammentato a molti membri di questa “terra impareggiabile” di essere uomini “della pietra e della fionda”, non trovi pace neanche adesso. Per vendetta, per soldi o per qualsivoglia motivo, continui a vagare alla ricerca di stabilità.

Intanto, dalla natia Sicilia, si ode soltanto silenzio.


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