Cultura

Breve storia di Augusta: chiese di Gesù e Maria, S. Antonio Abate, S. Pietro Martire e Anime Sante

AUGUSTA – Nell’ambito di una più ampia iniziativa editoriale promossa da La Gazzetta Augustana.it di divulgazione e promozione della storia di Augusta, abbiamo previsto una rubrica settimanale tematica nel nostro web magazine di approfondimento “Cultura”. Ha per titolo “Breve Storia di Augusta” ed è curata da Filippo Salvatore Lentini, detto Salvo, già ufficiale della Marina Militare, che da appassionato alle vicende storiche e alle tradizioni augustane, facendo ricorso ad un’estesa bibliografia che comprende i numeri del “Notiziario storico di Augusta” e i diversi lavori succedutisi nel tempo di noti studiosi della storia cittadina (che Lentini ci ha chiesto di menzionare in ordine casuale in premessa: Mario Mentesana, Elio Salerno, Tullio Marcon, Ennio Salerno, Vincenzo Vinciguerra, Ezechiele Salerno, Giorgio Casole, Sebastiano Salomone, Giovanni Vaccaro, Giuseppe Messina, Giovanni Satta, Giuseppe Carrabino, Italo Russo e non solo), ha pubblicato nel 2008 l’apprezzata opera dal titolo “L’Isola delle Palme”. Offrirà ai lettori de La Gazzetta Augustana.it, per la prima volta su una testata, la versione ridotta e adattata al web della sua pubblicazione.

15. Chiese di Gesù e Maria, S. Antonio Abate, S. Pietro Martire e Anime Sante.

  • Chiesa di Gesù e Maria

La Chiesa di Gesù e Maria era esistente nel Piano del Castello sin dal Tredicesimo secolo, proprio nell’area situata all’inizio dell’attuale via Principe Umberto e soltanto dopo il disastroso terremoto del 1693 si trasferì nella nuova sede, situata nell’angolo Sud-Est del crocevia formato dalle attuali vie Giuseppe Garibaldi e Megara. Infatti, in questo sito era già esistente una chiesa trecentesca che, alle sue origini, era la Chiesa di San Giovanni dove, nel 1287, vi aveva preso alloggio re Giacomo II d’Aragona, in occasione del suo assedio che gli permise la conquista del castello.

Chiesa di Gesù e Maria, vista da via Megara, anni '20

Chiesa di Gesù e Maria, vista da via Megara, anni ’20

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Pertanto, a datare dal 1733, quando avvenne il trasferimento ed il cambio di venerazione, questo luogo divenne la nuova sede della Chiesa di Gesù e Maria, che aveva il suo prospetto principale sull’attuale via Megara e dove è esistita fino al disastroso bombardamento del 13 maggio 1943 che la rase al suolo. In quel tragico giorno di guerra, oltre a questa chiesa, furono gravemente colpite anche le vicine case della via Garibaldi, soprattutto quelle esistenti nel tratto compreso fra la stessa chiesa e quella vicina delle Anime Sante, fortunatamente non colpita dalle bombe. L’altissimo campanile della chiesa, risparmiato dal crollo dell’intero fabbricato, fu in seguito demolito per le sue pericolose condizioni di staticità; le macerie furono raccolte e contenute all’interno dello stesso perimetro della chiesa, dove sono rimaste per oltre trenta anni, prima di essere rimosse.

Durante i lavori di sgombero delle macerie, sotto quanto era sopravvissuto nelle vicinanze dell’altare maggiore della chiesa, sono state rinvenute due cripte, situate al di sotto del piano stradale e con i resti di due ecclesiastici li sepolti. Qualche tempo dopo, su interessamento di don Matteo Pino, arciprete della Chiesa Madre, nell’area sgombrata dalle macerie fu sistemato un prefabbricato, per officiare le sacre messe e da utilizzare come sala di aggregazione e riunioni di carattere religioso e culturale. Estremamente povera dal punto di vista architettonico, la Chiesa di Gesù e Maria, i cui ruderi causati dalla guerra sono ancora visibili e con il tragico evento ricordato da una lapide commemorativa, era la sede della confraternita dei calzolai e dei commercianti di calzature.

  • Chiesa di Sant’Antonio Abate

La Chiesa di Sant’Antonio Abate, che fino al 1733 era stata la sede della Chiesa Gesù e Maria, aveva origini antiche ed era situata all’inizio dell’attuale via Principe Umberto, nell’angolo Ovest adiacente a via Colombo, praticamente nell’area che all’epoca faceva parte del vasto piano del castello.

Edicola votiva a ricordo della preesistenza in quel luogo della chiesa di Sant'Antonio Abate, anni '50

Edicola votiva a ricordo della preesistenza in quel luogo della chiesa di Sant’Antonio Abate, anni ’50

La Chiesa di Sant’Antonio Abate, che aveva l’ingresso orientato a levante, fu data prima in enfiteusi e quindi demolita nel 1907, per far posto alla costruzione di un nuovo edificio privato, nel cui prospetto laterale, quello di fronte ai Giardini Pubblici, fu inserita una piccola edicola del santo, per ricordarne ai posteri la sua antica presenza. Sant’Antonio Abate, per distinguerlo dall’altro Sant’Antonio da Padova molto venerato ad Augusta, era volgarmente chiamato “Sant’Antoniu de porci”, perché era raffigurato sempre in compagnia di un maiale, al quale veniva collegato da una leggenda.

L’edificio civile, bombardato e danneggiato nel 1943, durante la guerra, venne ricostruito ex novo e riproponendo ancora la nicchia del santo, che venne eliminata negli anni Sessanta, in conseguenza dei lavori di restauro di quel nuovo palazzetto. Questo stesso luogo dove si trovava l’antica chiesa, è stato per lunghissimi anni la sede del noto “Bar Noè” ed ancora oggi, nonostante la chiusura di questo locale pubblico ed il seguente insediamento di un istituto bancario, in città il luogo è notoriamente conosciuto come “l’angulu do Bar Noè”.

  • Chiesa di San Pietro Martire

La Chiesa di San Pietro Martire, situata nella omonima via e con l’ingresso sulla stessa strada, era dedicata al primo martire dell’Ordine Domenicano, vittima delle cruente lotte degli eretici nei confronti della religione cattolica. Dopo essere stata chiusa al culto, la chiesa fu adibita a sala per conferenze ed udienze per diversi anni, fino alla sua vendita e demolizione, avvenuta nel 1923.

La nascita della Chiesa di San Pietro Martire risale alla seconda parte del Duecento ed il suo originario sito era nell’angolo Sud-Est del crocevia formato dall’attuale via Principe Umberto e da via Giuseppe Garibaldi, proprio nello stesso luogo dove ancora oggi è esistente la Chiesa delle Anime Sante del Purgatorio. Il cambio del sito fra le due chiese era avvenuto nel 1757 e la Chiesa delle Santissime Anime del Purgatorio, dedicata a San Nicolò e sede dell’Arcicompagnia dei Bianchi, invece era originariamente sorta nella strada che all’epoca si chiamava vicolo del Purgatorio Antico e che poi, con l’insediamento in quel luogo della nuova chiesa, diventò via San Pietro Martire.

  • Chiesa delle Anime Sante

Il sito originario della Chiesa di Santa Maria del Suffragio, molto più nota come Chiesa delle Anime Sante del Purgatorio e dedicata a San Nicolò, si trovava nella strada che all’epoca era conosciuta appunto come vicolo del Purgatorio Antico, strada diventata in seguito l’odierna via San Pietro Martire.

Chiesa delle Anime Sante del Purgatorio, anni '30

Chiesa delle Anime Sante del Purgatorio, anni ’30

Nell’attuale luogo, situato nel crocevia fra le vie Principe Umberto e Giuseppe Garibaldi, la chiesa, già sede della Confraternita dei Bianchi costituita dai nobili della città, vi si insediò soltanto nel 1757 quando, grazie ad una vantaggiosa situazione economica, avvenne lo scambio di sedi con la chiesa di San Pietro Martire, già esistente dalla sua nascita in quel luogo della “Strada Maestra”.

Salvo Lentini


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