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Augusta, Megara Hyblaea “chiama” il territorio: dagli archeologi in città all’opera lirica nel sito

AUGUSTA – “Oggi, in Francia come in Italia, mancano queste figure della società civile che in modo benevolo danno il loro contributo alla tutela del patrimonio. Se io questa sera sono davanti a voi, è perché mi sono convinto che il patrimonio non si può salvare senza la popolazione locale e il territorio. Perché noi archeologi siamo pochi“. Così Michel Gras, membro dell’Accademia nazionale dei Lincei (una delle istituzioni scientifiche più antiche d’Europa), archeologo e storico, già direttore dell’École Française de Rome, ha lanciato l’appello lo scorso 4 marzo in occasione del suo primo intervento pubblico nell’Isola, circa quarant’anni dopo aver portato alla luce con il collega Henri Tréziny importanti porzioni della città arcaica di Megara Hyblaea.

Un appello a cittadinanza e associazionismo quello espresso dall’illustre archeologo di fama internazionale, ospite per la prima volta insieme a Jean Christophe Sourisseau (professore presso l’Università di Aix-Marseille nonché direttore degli scavi a Megara Hyblaea inaugurati un anno fa) di una conferenza nel cuore del centro storico, al Circolo Unione, organizzata dal Parco archeologico di Leontinoi diretto da Lorenzo Guzzardi, dall’Archeoclub d’Italia sede di Augusta presieduta da Mariada Pansera e dal Rotary club Augusta presieduto da Pietro Forestiere, con il titolo programmatico “Ricordando Georges Vallet. Megara Hyblaea, dal sito alla città, dalla città al sito” (vedi collage all’interno).

Le parole di Gras (il quale, tra l’altro, commentando una foto aerea dell’Isola ha detto che “la bellezza di Augusta è sempre impressionante“) hanno idealmente innescato una nuova stagione di rilancio per l’antica colonia greca, la cui fondazione viene fatta risalire al 728 a.C., dopo i due anni terribili della pandemia che hanno assestato un durissimo colpo anche a tutti i siti culturali. L’istituzione preposta, e cioè il Parco archeologico di Leontinoi ha fatto la sua parte ottenendo, attraverso il lavoro dell’assessorato regionale dei Beni culturali e dell’identità siciliana retto da Alberto Samonà, i circa 700mila euro per la riqualificazione dell’Antiquarium i cui lavori, a quanto pare, partirebbero proprio nel mese in corso. Inoltre, il direttore Lorenzo Guzzardi, nominato con la nascita del Parco nel marzo di tre anni fa (ultimo atto del compianto assessore regionale Sebastiano Tusa), si è distinto per aver instaurato una proficua rete di collaborazione pubblico-privato, con le due amministrazioni comunali nel frattempo avvicendatesi e con l’associazionismo del territorio.

Ne costituisce un esempio la convenzione quinquennale siglata con l’Archeoclub sede di Augusta, finalizzata alla salvaguardia e alla valorizzazione di Megara Hyblaea, che ha consentito gli ultimi interventi di sfalcio e diserbo del sito archeologico da parte di privati (il più recente fra il 3 e il 5 maggio, grazie al supporto dello stabilimento Buzzi Unicem di Augusta, diretto da Luca Pellino), dopo quelli operati in passato in particolare dai volontari dell’Hangar team o, due estati fa, in via eccezionale dai forestali dell’assessorato regionale all’Agricoltura.

Se fin qui si è trattato di un “contributo alla tutela del patrimonio“, per tornare alle parole di Gras, è nella valorizzazione che si ripongono le più grandi speranze innescate dalla recente vitalità intorno a Megara Hyblaea, nella quale sono in corso dal 2019 nuovi scavi nel settore occidentale condotti dalla missione francese con l’affiancamento di un’unità del Cnr-Ispc di Catania sotto la direzione scientifica di Massimo Cultraro, anch’egli protagonista di diversi eventi culturali tra il sito e la città.

Una forma di valorizzazione, oltre alle più ordinarie visite guidate, viene offerta dagli spettacoli, che a Megara Hyblaea non sono una novità. Degni di menzione quelli promossi dall’Hangar team Augusta, presieduto da Ilario Saccomanno, nell’autunno del 2017 o negli anni dalla sezione cittadina di Italia nostra, guidata da Jessica Di Venuta, o l’estate scorsa il ritorno del suono della lira greca antica grazie a un evento del locale Archeoclub. La nuova sfida per la valorizzazione l’ha lanciata in una conferenza stampa tenuta a metà maggio Mariada Pansera, presidente dell’Archeoclub: uno spettacolo non nella consueta area dinanzi all’Antiquarium bensì nello spazio che era della greca agorà, puntando sull’opera lirica. Sarà rappresentata infatti in estate, in una data tra agosto e settembre, la “Cavalleria rusticana” di Pietro Mascagni per l’occasione portata in scena dal Coro lirico siciliano. Per l’evento, d’intesa con il Parco archeologico di Leontinoi e il Comune di Augusta saranno organizzati spazi, percorsi e quant’altro sarà indispensabile per far accedere un congruo numero di spettatori.

Non è stata la sola notizia della suddetta conferenza stampa. L’Archeoclub, insieme al Parco di Leontinoi, ai club service cittadini (Kiwanis, Lions e Rotary) e ad alcune associazioni (associazione filantropica “Umberto I”, Hangar team Augusta e Naxoslegge), ha formalmente inviato all’amministrazione comunale di Augusta la proposta di “riprendere l’antico progetto di gemellaggio tra Augusta e la città di Megara Nisea in Grecia, colonia madre della nostra Megara Hyblaea – si legge nell’istanza del 5 maggio – progetto iniziato poco più di 20 anni fa ma poi mai portato a compimento“. Una proposta che si assomma a un’altra lanciata dall’Archeoclub di conferire la cittadinanza onoraria alla memoria a Georges Vallet, il cui nipote Jerome Hollett è tornato in visita in città, lo scorso aprile, proprio in occasione di una conferenza organizzata dal sodalizio.

(Nella foto di copertina: edifici dell’Agorà di Megara Hyblaea, 2022)


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