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Cimelio “dimenticato”, il sindaco Di Pietro replica a Carrabino evidenziando presunte “irregolarità”

AUGUSTA – Si sono accessi lo scorso 20 luglio i riflettori su un cimelio, una trancia fustellatrice d’epoca, donata dalla legatoria Giummo, destinata al Museo civico di Augusta e che invece da quasi cinque anni viene trasferita di magazzino in magazzino, in attesa di conoscere la sua sorte. A sollevare la questione era stato Giuseppe Carrabino, che all’inizio del travagliato iter prese in carico il cimelio nella qualità di direttore pro tempore del Museo civico e che, nonostante reiterate richieste e solleciti, tra cui una richiesta di intervento al Prefetto all’inizio dell’estate, lamentava di “non capire il perché non mi si vuole sollevare da una responsabilità che ormai da tempo non mi compete” (vedi articolo).

Dopo poco più di un mese, il sindaco Cettina Di Pietro dà seguito alla richiesta di Carrabino, con alcune precisazioni. “In risposta alle questioni denunciate dal sig. Carrabino, mi corre l’obbligo di effettuare le dovute precisazioni al fine di chiarire alla cittadinanza le motivazioni per le quali, seppur con vivo e comprensibile rammarico, dato il valore storico del bene d’epoca, al momento, lo stesso, non può essere ritirato ad opera di codesta amministrazione, la quale intende sempre agire nel completo rispetto delle normative in essere“, afferma il primo cittadino.

Spiega le motivazioni per cui il ritiro del cimelio da parte dell’Amministrazione non sarebbe possibile, evidenziando presunte irregolarità: “Innanzi tutto, preciso che il Museo civico di Augusta non è stato mai inserito in un settore dell’ente ed è stato disciplinato da un regolamento solo nel 2012, con delibera di giunta n. 123 del 13 luglio 2012, peraltro in modo irregolare in quanto non approvato dal Consiglio comunale. Alla data del 6 novembre 2012, data nella quale il sig. Carrabino dichiara di aver preso in carico il bene da donare, pertanto l’acquisizione non può dirsi regolare, tanto sotto il profilo di assenza di un valido regolamento che disciplinasse le prerogative del direttore quanto all’acquisizione del bene, quanto (anche qualora tale prerogativa fosse riconosciuta in capo al direttore) in relazione ad un regolare atto di donazione secondo le forme di legge. L’attuale regolamento, invece, approvato con delibera del Consiglio comunale del 14 settembre 2016 da codesta amministrazione, con i crismi del rispetto delle procedure amministrative, prevede espressamente che la prerogativa di acquisizione di beni al patrimonio del Museo civico, sia di spettanza del Settore competente e non della figura del direttore. Non secondariamente, mi preme comunque precisare che ogni atto inquadrabile nell’ambito della donazione in favore dell’Ente deve avvenire nel rispetto di procedure precise previste dal medesimo istituto giuridico della donazione, che nella fattispecie, non risultano soddisfatte“.

Il sindaco Di Pietro, ribadendo quanto suindicato nel dettaglio, sostiene infine l’estraneità della sua amministrazione e del Comune stesso rispetto alla vicenda: “Premesso tutto quanto sopra, il mancato ritiro del bene, con conseguente mancata manleva di responsabilità sullo stesso, che il sig. Carrabino ha inteso addebitare a codesta amministrazione, non può affatto essere inquadrato come tale, perché nel periodo di tempo per il quale egli ha rivestito la carica di direttore pro tempore vigeva un regolamento non adottato con le procedure di legge ed in ogni caso difettava già allora del regolare atto di donazione del bene in argomento. Chiaramente, per tutto quanto sopra, codesta amministrazione non può essere minimamente ritenuta responsabile dell’oggetto in argomento, né tantomeno del suo mancato ritiro, in quanto mai effettivamente e regolarmente entrato a far parte del suo patrimonio; tale circostanza ne esclude ogni responsabilità da parte del Comune, salvo che il sig. Carrabino non produca documentazione idonea atta a dimostrare il regolare perfezionamento del negozio giuridico della donazione; in tal caso la sottoscritta sarebbe lieta di procedere alla regolare acquisizione del bene d’epoca al patrimonio dell’Ente e di dar seguito alle richieste del sig. Carrabino, sul ritiro del bene, nell’interesse reciproco delle parti in causa e della collettività augustana“.


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