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Augusta, Covid, la testimonianza di un settantaseienne augustano guarito dopo il ricovero

AUGUSTA – Nel giorno in cui il Comune di Augusta rende noto che ci sono 193 soggetti attualmente positivi al Covid-19 nel territorio, undici più di ieri l’altro, nuovo picco dall’inizio della pandemia, pubblichiamo qui di seguito la commossa testimonianza, pervenutaci solo di recente, di un concittadino settantaseienne ricoverato per Covid e guarito, al fine di infondere fiducia e speranza.

Pensavo di non farcela, ma sono ancora qui, a casa mia, vicino alla mia famiglia, a mia moglie, ai miei figli, a mio nipote”. È visibilmente commosso il 76enne augustano Carmelo Caruso (nella foto di copertina, a destra, ndr), colpito dal Covid-19 nel mese di dicembre, ricoverato nel reparto Covid dell’ospedale cittadino e tornato a casa, completamente guarito, dopo circa un mese di degenza, prima che iniziasse la campagna di vaccinazione dell’Asp di Siracusa. Prima d’essere dimesso, ovviamente, è stato sottoposto a progressivi “tamponamenti”. A casa, deve, però, sottoporsi ad alcune terapie ancora per un certo numero di giorni.

Caruso trattiene a stento le lacrime quando lo intervistiamo per via telematica e ci tiene a sottolineare che si è ripreso e che vuole ringraziare il personale sanitario che lo ha curato con competenza e con dedizione. “Non m’aspettavo davvero questo comportamento così generoso nei miei confronti, sia per quello che si sentiva dire in giro, data anche la mia età, sia perché io non sono che una persona qualunque. Chi sono io per essermi meritato questo?“, dice sommessamente Caruso con un groppo in gola, mentre il nipote Mirko (nella foto di copertina, a sinistra, ndr) lo accarezza affettuosamente.

Caruso, anni fa, si esibiva, con voce tenorile, nelle chiese e in vari locali, quale interprete di arie d’occasione e di romanze del repertorio melodico partenopeo e nazionale. Durante l’intervista, Mirko ci mostra vari filmati delle interpretazioni del nonno, omonimo del grande tenore partenopeo Enrico, per farci apprezzare le doti canore di un artista augustano che in passato ha superato tante traversìe: doti che il nostro Caruso continua a coltivare, seppure soltanto fra le mura domestiche.

Carmelo Caruso nutre forte il debito di gratitudine verso chi lo ha curato e vuole farci i nomi, anche solo dei medici, visto che non ricorda o non sa i nomi degli infermieri e degli operatori sanitari che lo hanno assistito con amore. Ecco i nomi dei medici, che trascriviamo in ordine alfabetico per non far torto a nessuno: Salvatore Cipolla, Federica Corsico, Antonio Nicolosi, Christian Rapisarda, Francesco Salamone, Davide Spadaro; un particolare ringraziamento Caruso ha voluto dedicare a Enzo Pennisi, medico della locale Usca, la struttura che è stata attivata in tutto il Paese appena scoppiata la pandemia.

La testimonianza di Carmelo Caruso è molto importante soprattutto in questi giorni di massima allerta per l’aumento dei contagi in tutt’Italia, specialmente qui in Sicilia, particolarmente qui in Augusta, e per i ritardi nella distribuzione dei vaccini.

Giorgio Càsole


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