Augusta, vertenza Bpis, oltre cento lavoratori nel “limbo” sollecitano il licenziamento
AUGUSTA – Resta insoluta la vicenda che coinvolge gli oltre cento lavoratori della Bpis (“Business projects industrial services”), ditta elettrostrumentale con sede in contrada San Cusumano, specializzata in valvole di sicurezza, dichiarata fallita dal Tribunale di Siracusa un mese fa, con sentenza emessa il 22 dicembre scorso.
Molti dei lavoratori si sono riuniti stamani, per un sit-in spontaneo e pacifico davanti allo stabilimento con cui dar voce al disagio che stanno subendo. Dal 28 dicembre, da quando cioè l’azienda ha chiuso i battenti, non lavorano più, non percepiscono stipendio – l’ultimo lo scorso ottobre, riferiscono – e attendono i licenziamenti collettivi. Risulterebbero infatti ancora dipendenti della società dell’indotto del petrolchimico, almeno formalmente, ma senza stipendio né ammortizzatori sociali né la possibilità di ricollocarsi in altre aziende non avendo il cosiddetto foglio di disponibilità.
Nei giorni scorsi, i sindacati metalmeccanici Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm Uil hanno espresso congiuntamente in un comunicato sottoscritto dai rispettivi segretari provinciali, Angelo Sardella, Antonio Recano e Santo Genovese, “preoccupazione per il futuro dei cento lavoratori che vivono in questi giorni momenti di incertezza bloccati tra gli impegni assunti in questi mesi dalla Coemi – azienda subentrante nel contratto manutenzione Sonatrach – al fine di limitare il pesante impatto sociale e garantire i livelli occupazionali, si sono arenati di fronte alla mancata volontà aziendale di discutere con le Oo.Ss. le modalità di ricollocamento del personale, con un sostanziale rifiuto di entrare nel merito sul numero di lavoratori da ricollocare e sul trattamento economico da applicare“.
“Questa pregiudiziale, ribadita dalla Coemi nell’ultimo incontro consumato in Confindustria il 18.01.2021 – si legge nel comunicato di Fim, Fiom e Uilm – lascia presagire un risvolto negativo ed inaccettabile di questa complicata vertenza, per lavoratori che non pretendono altro che rientrare al più presto al lavoro in un sito, quello della Sonatrach, che li ha visti attivi con il loro impegno e competenza negli ultimi 20/30 anni, intenzionati a difendere con responsabilità, dignità ma determinazione, il diritto al lavoro e il futuro delle proprie famiglie“.
“Occorre, a partire dalla vertenza Bpis, opporsi ad un sistema degli appalti basato su un’esasperata contrazione del costo che premia spesso le aziende meno qualificate – hanno concluso i segretari provinciali Sardella, Recano e Genovese – e pretendere regole certe che garantiscano insieme alla legalità ed al rispetto delle norme e dei contratti, l’applicazione di una “clausola sociale” che difenda l’occupazione in una giusta visione di sviluppo. Per queste considerazioni Fim, Fiom e Uilm chiederanno a tutto l’indotto di condividere questa battaglia e proclamano lo stato di agitazione dei lavoratori Bpis, riservandosi di mettere in campo tutte le azioni utili a sbloccare una situazione di stallo ormai insopportabile“.





















