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Il “diario” di don Paolo Liggeri, un augustano nei lager nazisti. Serata artistico-culturale nell’auditorium a lui dedicato

AUGUSTA – “Paolo Liggeri, un augustano nei lager nazisti” è stato il titolo dell’incontro con il pubblico tenutosi lo scorso 18 dicembre nell’auditorium dedicato proprio a Liggeri, al primo piano del civico palazzo San Biagio.

L’incontro, culturale e artistico insieme, è stato patrocinato dalla Commissione comunale per gli studi di storia patria, di concerto con la sezione siracusana e ragusana dell’Anppia, l’Associazione nazionale perseguitati politici antifascisti. L’incontro augustano era, infatti, inserito nel novero di incontri tenuti a Modica, Caltagirone, Scicli, Pozzallo e Siracusa, sotto la comune denominazione di “Giornate di studio sull’antifascismo siciliano. Vittime ed eroi della libertà”.

Non c’è dubbio che Paolo Liggeri, nato in Augusta nel 1911, fu un vera vittima del regime nazi-fascista e un combattente, seppure passivo come Gandhi, per la libertà. Fu arrestato, nel marzo del 1944, dai fascisti di Milano e rinchiuso nel carcere di San Vittore per essere destinato ai lager nazisti, i campi di sterminio per ebrei, omosessuali e altri soggetti non destinati a vivere secondo l’ideologia hitleriana, come ha ricordato il presidente della Commissione comunale, Giorgio Càsole, che ha letto passi significativamente drammatici e toccanti dal diario sul suo internamento, scritto da Paolo Liggeri, dopo la liberazione da Dachau per l’intervento degli americani.

Càsole ha collegato il diario, dal titolo “Triangolo rosso”, che rientra nel filone della letteratura della Shoah, sia al celeberrimo “Diario di Anna Frank” sia al libro memorialistico di Primo Levi, anch’egli sopravvissuto a un campo di sterminio nazista, “Se questo è un uomo”. Càsole ha messo in luce anche gli aspetti letterari del libro, oltre al contesto storico che provocò l’internamento di Paolo Liggeri, che, sacerdote a Milano, dopo i bombardamenti del 1943, che lasciarono senza tetto molti milanesi, aprì “La casa”, inizialmente un ricovero per ospitare gli sfollati comuni e poi per dare ricetto agli ebrei perseguitati. Per questo, Liggeri fu internato nei lager.

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Dopo la liberazione, trasformò “La Casa” in consultorio, tanto a essere il primo consultorio familiare italiano e come consulente familiare, Liggeri divenne ricercato anche dai giornali femminili nazionali che gli procurarono notorietà nazionale. Don Paolo, pur essendo milanese anche nella parlata, era legatissimo alla città natale, dove ritornava ogni estate e a cui dedicato un libro di ricordi dal titolo “Augusta carissima”, di cui lo stesso Càsole ha letto alcuni passi. Liggeri è morto 85enne a Milano, nel 1996.

Orazio Carpino, segretario Anppia interprovinciale di Ragusa e Siracusa, ha introdotto la serata parlando dei perseguitati siciliani antifascisti, dei valori di libertà e dell’impegno della società civile di non dimenticare i sacrifici dei padri nel nome, appunto, della libertà. Per rendere l’incontro artistico, oltre che culturale e politico (nel valore nobile della parola), Càsole ha chiamato attorno a sé la corale “Note in armonia” diretta da Francesca Ussia, soprano, con alla tastiera Salvatore Passanisi, alla tastiera, e Marco Zarbano, baritono (vedi articolo).


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