Cronaca

Il porto di Augusta fa un’altra “vittima” illustre, indagato anche Ivan Lo Bello

AUGUSTA – Secondo gli inquirenti di Potenza, che indagano sui presunti illeciti relativi al petrolio lucano e al porto di Augusta, il vicepresidente nazionale di Confindustria, il cinquantatreenne avvocato siracusano Ivan Lo Bello, avrebbe fatto parte di un’associazione a delinquere insieme con il compagno dell’ex ministro Federica Guidi, l’augustano Gianluca Gemelli, l’imprenditore romano Nicola Colicchia e Paolo Quinto, collaboratore della senatrice del Pd Anna Finocchiaro. Un sodalizio finalizzato a influenzare la scelta dei vertici dello scalo marittimo megarese e ad assicurarsi la concessione di un pontile militare per realizzare un centro di stoccaggio petrolifero: queste le gravi ipotesi accusatorie.

La clamorosa notizia, rimbalzata sabato sera sulle maggiori testate giornalistiche nazionali, aggiunge un ulteriore tassello “eccellente” alla complessa vicenda giudiziaria, dopo il coinvolgimento, nella veste di indagato, del capo di Stato Maggiore della Marina Militare ammiraglio Giuseppe De Giorgi, il quale si è dichiarato vittima delle trame di misteriosi “corvi” ed è stato interrogato dai pm venerdì scorso.

Acque agitate anche in ambito confindustriale, se si considera che, nel breve arco di qualche mese, i vertici provinciali, regionali e nazionali della potente organizzazione, rispettivamente Gemelli, Montante e Lo Bello, sono stati coinvolti in rilevanti inchieste giudiziarie che rischiano anche di far saltare i fragili equilibri politici in atto a Roma e Palermo.


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