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Sulla presunta rivolta nel carcere di Augusta

Ingresso carcere di Augusta

Ingresso carcere di AugustaAUGUSTA – Ad una settimana dalla comunicazione del Sappe, Sindacato autonomo della Polizia penitenziaria, sulla presunta rivolta sedata nel carcere di Augusta, dopo la smentita da parte della Direzione della Casa di reclusione, riceviamo un’ulteriore smentita della notizia. Questa volta si tratta della smentita da parte delle segreterie provinciali rispettivamente del sindacato degli agenti di Polizia penitenziaria della Ugl, Uspp, congiuntamente al Cnpp, Coordinamento nazionale polizia penitenziaria.

Nell’incipit la secca smentita: “Dopo una serie di accertamenti per far luce su alcuni punti d’interesse sindacale e dopo aver sentito gran parte dei colleghi, poliziotti penitenziari, operanti ad Augusta circa le condizioni di lavoro ove quotidianamente protestano il proprio servizio, le scriventi Organizzazioni sindacali si dissociano dalle inattendibili dichiarazioni suddette (contenute nel comunicato del Sappe, ndr), salvo per la parte in cui viene evidenziato l’enorme sacrificio che ogni giorni svolge il personale di Polizia penitenziaria nell’espletamento del proprio servizio“.

I sindacati riconoscono un miglioramento delle condizioni lavorative nella struttura grazie alla “intelligenza” e alla “caparbietà” della Direzione, e che “anche grazie alle proprie segreterie regionali e nazionali presso gli Uffici Superiori dell’Amministrazione, hanno fatto sì che in quel di Augusta fossero attuati una serie di interventi migliorativi del sistema lavorativo e della sicurezza strutturale“.

Definiscono “fantasioso” il comunicato in questione, nel quale rileverebbero “frasi provocatorie nei confronti di tutte le Organizzazioni sindacali“. Invitando poi le parti in causa a “dedicarsi di più alla soluzione dei problemi a favore dei lavoratori e non perdere tempo alla ricerca sviscerata di sterili chiacchiere solo per fare “scruscio” o per attaccare, immotivatamente, chi non ci permette di fare “ciò che vogliamo”“.

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Segue un elenco di interventi che andrebbero eseguiti, anche a tutela degli agenti di Polizia penitenziaria: “Importanti lavori di ripristino degli impianti elettrici di gran parte dell’istituto, già in programma entro il 2015, dell’installazione dei box presso le rotonde e degli interfono in ogni piano detentivo; fondamentale è l’installazione dei climatizzatori laddove ancora non sia stato fatto (call center, portineria, perquisizione detenuti ecc.), così come importante è l’automatizzazione dei cancelli a partire da quelli dell’ingresso istituto e ingresso blocchi“.

Infine, come nella comunicazione della Direzione del carcere, le segreterie provinciali dei due sindacati di categoria confermano il problema decennale della carenza idrica, in relazione alla quale la nuova Amministrazione comunale ha già effettuato un sopralluogo nella struttura. E spiegano: “Ogni estate si riesce a garantire un quantum di acqua sufficiente solo grazie ad un lavoro “straordinario” organizzato dalla Direzione e attuato dal personale tutto; risalto andrebbe dato ai colleghi autisti, ovvero a coloro che sin dall’inizio del proprio turno di servizio, talvolta protrattosi oltre il previsto, si mettono alla guida dell’autobotte e con una tempistica da record riescono a rifornire l’istituto di una quantità di acqua che, immessa nell’impianto idrico dell’istituto, soddisfa le minime esigenze della comunità detenuta“.

Il comunicato si conclude con l’appello all’Amministrazione comunale ad adoperarsi per realizzare “un serio progetto che metta fine ad un dispendio di energie fisiche e psichiche evitabili“.


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