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Il neo presidente della Adsp si è già insediato: la comunicazione arriva da Catania

AUGUSTA – Viene reso noto, di Venerdì Santo, il decreto di nomina del nuovo presidente dell’Autorità di sistema portuale unica tra Augusta e Catania. Come ampiamente anticipato, lo scorso gennaio, si tratta dell’avvocato salernitano Andrea Annunziata, già presidente per due mandati consecutivi (dal 2008 al 2016) dell’Autorità portuale di Salerno.

C’è un elemento di novità, ovvero il riferimento normativo del decreto di nomina firmato dal ministro Graziano Delrio, n. 126 del 4 aprile 2017, e uno per così dire di “continuità“: ancora una volta i cittadini di Augusta e provincia vengono informati dal capoluogo etneo, dato che il comunicato è stato diffuso dall’ufficio stampa dell’Autorità portuale di Catania. Non c’è alcun riferimento alla sede della nuova Adsp, oggetto del duro scontro politico tra le istituzioni, sindacati e deputazione di Augusta e provincia contro l’asse Delrio-Crocetta-Bianco, ma si fa sapere che il neo presidente si è “appena insediato“, “si è messo subito al lavoro per riorganizzare il personale della segreteria tecnica operativa delle ex Autorità portuali di Augusta e Catania” e ha già svolto, in assenza di riflettori, “una serie di incontri istituzionali con i sindaci del territorio ed operativi con lo staff portuale“.

Nel programma enunciato nel comunicato si legge: “Il neo presidente, forte del suo “ know how”, vuole promuovere una nuova politica di “governance” per infrastrutturare il territorio facendo ricorso anche agli strumenti di partenariato pubblico-privato previsti dal legislatore. Un nuova “mission” che il presidente intende svolgere d’intesa con il Comitato di gestione previsto dalla legge di riforma per imprimere una svolta per rendere i porti di Augusta e di Catania più forti e coesi al servizio della logistica, nell’ambito di una rinnovata politica intermodale dei trasporti. Secondo il neo presidente dell’Autorità di sistema, la Sicilia, grazie alla sua posizione geografica, posta come è al centro del Mediterraneo, è in grado di intercettare una parte dei  traffici marittimi che dal Far East, attraverso il canale di Suez, entrano nel “mare nostrum” per raggiungere i porti del Nord Europa. Un flusso mercantile ricchissimo che per essere in parte dirottato nei porti siciliani, occorre che la Regione Sicilia sia in grado di porre in essere una politica di “fiscalità di vantaggio” per attrarre nuovi investimenti da parte delle multinazionali e creare nuovi posti di lavoro“.

Inoltre, tra le linee guida elencate: “Particolare attenzione sarà dedicato al “Water-front”, un tema molto importante per sviluppare quelle politiche culturali di interazione “porto-città”, che servono a creare una nuova sensibilità verso quella “casa comune” che devono diventare i porti al servizio non solo dell’economia marittima e portuale, ma anche dei cittadini che devono usufruire delle aree portuali, non operative, per attività ludiche e del tempo libero“.

Quindi si annunciano ulteriori incontri nei prossimi giorni “con tutti gli operatori dei Trasporti e della Logistica con un approccio molto operativo, d’intesa con gli Enti locali, per promuovere una politica di sviluppo al servizio delle comunità territoriali, con particolare attenzione alla tutela ambientale ed alla sicurezza dei lavoratori che operano nelle aree portuali“.


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