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Marcia contro le emissioni e i miasmi industriali, don Prisutto: “Siamo in pochi, ma la nostra voce arriva molto in alto”

AUGUSTA – Nonostante le condizioni meteo incerte, si è svolto il secondo corteo provinciale organizzato dal gruppo nato sui social network col nome “Basta all’inquinamento dell’aria ad Augusta, Melilli, Priolo e Siracusa“. È infatti partita nel primo pomeriggio di questo sabato 2 dicembre, da piazza Fontana, la seconda marcia della campagna itinerante di sensibilizzazione “non violenta” contro le emissioni industriali e i miasmi industriali. Destinatario del messaggio odierno, con l’invito a emanare provvedimenti a tutela della salute collettiva, è stato il sindaco di Augusta, Cettina Di Pietro.

Lo scorso 21 ottobre la prima marcia a Siracusa, e quei manifesti e striscioni sono stati riproposti anche ad Augusta e, certamente, vedranno ancora la luce a Priolo e a Melilli. Ma è apparso subito evidente che i cittadini di Augusta non hanno “sentito” molto la marcia, probabilmente pervasi da scetticismo e da preoccupazione insieme. Scetticismo, come abbiamo potuto constatare attraverso domande poste prima dell’evento, perché gli augustani appaiono disillusi dopo le tante marce del passato in difesa dell’ospedale “Muscatello”, per evitare che fosse privato dei reparti di ginecologia e pediatria. Nonostante le pressioni della pubblica opinione e le numerose marce, cui erano presenti pure sindaci di paesi vicini, il “Muscatello” fu spogliato dei reparti, trasferiti a Lentini. La preoccupazione deriva dallo spauracchio di perdere il lavoro: le industrie che insistono sul territorio di Augusta, Melilli e Priolo, con l’indotto, rappresentano pur sempre, fino a oggi, uno sbocco lavorativo di pregio.

Anche colui che rappresenta la guida spirituale e fattuale del gruppo social, cioè don Palmiro Prisutto, l’arciprete della locale chiesa Madre, personaggio massmediatico di indubbia presenza, non sembra godere dell’appoggio massiccio della popolazione, come riconosce lui stesso in una breve intervista concessa prima della marcia.

Dall’arciprete una prima risposta sul perché la popolazione di Augusta non abbia aderito in massa. “Siamo in pochi è vero, ma lo facciamo con tenacia e stiamo riuscendo a far sentire la nostra voce anche molto in alto”. Allora gli abbiamo chiesto se c’è il terrorismo psicologico della perdita del posto di lavoro. “Dicono che è padre Prisutto a fare terrorismo – ribatte –, ma non c’è dubbio che queste industrie se ne andranno dove potranno sfruttare il lavoro a un costo minore e noi non riusciremo a far fare loro le bonifiche”.

Con il far sentire “in alto” la voce, intende che è arrivata alle istituzioni, anche se il Presidente della Repubblica non ha accolto l’invito a sedere durante la messa per le vittime del cancro. “Sì, ma sia Napolitano che Mattarella hanno risposto alle mie lettere – ricorda don Prisutto – assicurando che monitorano la nostra situazione”. E sempre dal fronte istituzionale, il gruppo ha ricevuto un positivo riscontro da parte del procuratore Giordano, verso cui ha manifestato con un sit-in al tribunale solidarietà nell’agosto scorso, dopo il sequestro preventivo di tre impianti del petrolchimico.

Don Prisutto, in occasione della tradizionale messa “per la vita” del 28 novembre, è arrivato a contare già mille morti per tumori e ricorda che il “triste conto” andrebbe aggiornato per gli ulteriori funerali di vittime per cancro celebrati in questi ultimi giorni.

Il corteo, a cui hanno partecipato anche cittadini di Siracusa, Priolo e Melilli, oltre che di Lentini, si è concluso, diversamente dall’itinerario previsto, in piazza Castello, a causa del concomitante allestimento in piazza Duomo degli stand e del necessario per la proiezione serale di un film nell’ambito della “giornata della legalità”.

G.C.


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