Augusta d’estate, il 9 settembre in piazza Castello il primo “Festival delle virtù”
AUGUSTA – Musica, canto, danza e teatro per valorizzare capacità e talenti delle persone con disabilità e neurodivergenze. È questo il filo conduttore del “1° Festival delle virtù”, spettacolo inserito nel cartellone comunale “Augusta d’estate 2026” e in programma mercoledì 9 settembre, alle ore 21, in piazza Castello, all’interno dei giardini pubblici.
L’iniziativa è organizzata dagli operatori del centro socio-educativo “La dimora delle virtù” e della cooperativa sociale “L’albero” di Priolo Gargallo, titolare della struttura alle porte di Augusta che si occupa di ragazzi con disabilità e neurodivergenze.
Il programma prevede l’alternarsi sul palco di diverse realtà artistiche e associative del territorio, con la conduzione di Veronica Centamore. Per la parte musicale è annunciata la partecipazione della band inclusiva “In-kontatto” (nella foto di repertorio in copertina), della corale “Iubilaeum – Città di Augusta”, diretta da Luigi Trigilio, e della corale del gruppo donatori di sangue “Fratres” di Augusta, diretta da Rosy Messina.
All’iniziativa prenderà parte anche l’associazione “Superheroes” odv di Priolo Gargallo. Spazio inoltre alla danza, con tre scuole coinvolte: “Oltre la danza”, “Sportlife” e “Salsa evolution dance”.
Uno dei momenti centrali della serata sarà dedicato al teatro. La commedia scritta e diretta da Pietro Quartarone vedrà infatti tra i protagonisti alcuni utenti de “La dimora delle virtù”, chiamati a misurarsi direttamente con la scena davanti al pubblico di piazza Castello.
“Essendo “La dimora delle virtù” un centro socio-educativo per persone con disabilità e neurodivergenze, e non un centro di riabilitazione, la sua mission – sottolinea la direttrice Ielsa Speciale – è quella di mettere in luce le capacità, le risorse, spesso nascoste e sconosciute ai genitori stessi, dei suoi utenti“.
Alla base del Festival c’è infatti la volontà di offrire ai ragazzi uno spazio nel quale esprimere la propria unicità attraverso differenti linguaggi artistici, valorizzando peculiarità, attitudini e competenze sviluppate dopo la scoperta dei propri talenti. Musica, teatro, canto e danza vengono così intesi dagli organizzatori come strumenti di inclusione e di espressione personale, capaci di favorire autostima, autodeterminazione e affermazione della propria identità. Un ulteriore obiettivo è quello di mettere in rete le diverse realtà coinvolte, creando sinergie e rafforzando il legame con il territorio.
Un percorso che, secondo Ielsa Speciale, assume particolare rilievo anche nella fase successiva alla conclusione degli studi scolastici. “Frequentare la Dimora dopo la scuola superiore – aggiunge – può dare ai giovani ragazzi la possibilità di imparare ad essere più autonomi dal punto di vista personale e sociale, di imparare un mestiere confacente alle proprie capacità, attraverso laboratori continuativi come quello di musica e canto, teatro, cucina, cucito, parrucchiera, agricoltura sociale e falegnameria“.



















