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Scontro sul bilancio, i revisori accusano: non danno le carte. La replica: “Strumentalizzate”. Il Centrosinistra all’attacco con Triberio

AUGUSTA – “Per dovere di informazione, si comunica che alla data della presente nota, lo scrivente Collegio non ha ricevuto alcun documento relativo al rendiconto 2016, rendiconto 2017 né tantomeno al bilancio di previsione 2018/2020, pur essendo scaduti i termini per l’approvazione degli stessi“. Il rituale “cordiali saluti” avrebbe decisamente stonato, e infatti i revisori dei conti lo hanno omesso. Perché la lettera inviata il 23 ottobre scorso dai tre commercialisti è un macigno che si abbatte sull’amministrazione 5 Stelle. E sulla sua versione per l’ennesimo commissariamento subito dal Comune, che scaricava sul terzetto di tecnici la responsabilità della mancata approvazione di preventivi e consuntivi.

Ancora una volta è stato il gruppo Centrosinistra a sollevare il caso, rivelando i contenuti di un documento che getta una luce particolare su un assessorato Bilancio da tre anni al centro di tensioni e misteri. Il primo titolare, Giuseppe Schermi, venne “licenziato” di punto in bianco via Facebook perché “remava contro“, senza che venne mai spiegato in che modo lo facesse. Dopo un anno di interim, la sindaca Cettina Di Pietro ha scaricato la bollente rubrica nelle mani dell’allora capo dei revisori di Siracusa, Giuseppe Canto. Ma nemmeno con l’arrivo di questo “fuoriclasse” – come l’ha definito Giancarlo Triberio durante la conferenza stampa tenuta pure a nome di Alfredo Beneventano e Franco Lisitano – si è visto un bilancio che consenta all’amministrazione M5S di spendere e investire.

Ora la “nota sull’attività svolta dal Collegio dei revisori per il rilascio del parere al bilancio di previsione 2017/2019“, datata 28 ottobre, spinge il portavoce del Centrosinistra ad avvertire che il gruppo “vigilerà attentamente su tutti gli sviluppi di questa incredibile vicenda“. Avvertendo che sarà “pronto a fare tutti i passi necessari per assicurare il rispetto della trasparenza e della legalità nell’amministrazione di questa città“. E in effetti, la lettera protocollata il 29 dai revisori contiene 4 pagine fitte dove, come un rosario, vengono elencate tutte le pec di richiesta di documentazione avuta con ritardo, o non ottenuta affatto.

Per l’amministrazione grillina proprio una bella tegola. Perciò ha subito diramato una nota con la firma congiunta di Canto e Di Pietro, dove si cerca di bollare come “impropria” l’iniziativa dei revisori. In sostanza, definendo “futile” la cronologia delle pec inevase o con risposte tarde, il collegio viene incolpato di chiedere le documentazioni via via che gli occorrono. Mentre “sarebbe auspicabile che procedesse una sola volta perché, diversamente, la richiesta a rate di documenti mancanti potrebbe essere interpretata come una forzatura finalizzata ad ottenere una inaccettabile dilazione nel rilascio del parere“.

La nota degli amministratori pentastellati liquida poi come “del tutto incomprensibile ed inusuale” l’affermazione dei revisori di non avere ricevuto alcun documento relativo ai rendiconti 2016 e 2017 e al bilancio di previsione 2018/2020. Secondo Canto e Di Pietro “i tre professionisti, forse, dimenticano che il Comune ha approvato il Bilancio stabilmente riequilibrato solo a luglio 2017. Pertanto, anche tale affermazione assume i caratteri della strumentalizzazione“.

Quindi, in sintesi, i tre commercialisti scelti per il loro curriculum e votati dalla maggioranza 5 Stelle chiederebbero carte “a rate”, e si presterebbero a strumentalizzare ritardi e silenzi del Comune pur di non rilasciare il parere nei tempi prescritti. Ma quello che sfugge a sindaca e assessore, in merito a queste loro singolari considerazioni, è che molti potrebbero chiedersi se ci sarà un perché sul fatto che tre professionisti ci vadano coi piedi di piombo, prima di mettere firma e reputazione sotto i loro bilanci.


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