Sede Adsp, Assoporto Augusta spinge per lo sciopero, in attesa della magistratura
AUGUSTA – “Occorre un sussulto d’orgoglio del territorio. È il momento di proposte concrete ed operative. Non si può più attendere“. E in questa direzione si chiede “a tutti gli altri attori di questa penosa vicenda di assumere “ora” ogni utile decisione, accelerando con lo sciopero, con l’esposto e con ogni altra azione che ci restituisca dignità“. Questa la posizione espressa da Marina Noè, presidente di Assoporto Augusta, a seguito della notizia dell’approvazione da parte della commissione Traporti della Camera pure del vertice, nella persona del salernitano Andrea Annunziata, della nuova Autorità di sistema portuale unica con sede a Catania.
La Noè analizza l’atteggiamento assunto dal ministro Graziano Delrio di fronte alle reiterate richieste di confronto provenienti dal territorio: “Comprendiamo il disagio e l’imbarazzo di un Ministro che gira tutta la Sicilia senza avere il coraggio di confrontarsi con le istituzioni e gli operatori di Augusta, che tanto avrebbero da dirgli. Un confronto, per altro previsto dalle norme, che però non è avvenuto (…) Che quindi il ministro delle Infrastrutture, Graziano Delrio, non risponda alle nostre richieste di incontro ci sta pure, ma risulta irricevibile il messaggio lanciato a noi siciliani, durante la sua visita a Catania dei giorni scorsi per l’inaugurazione della metropolitana, di non litigare quando è stato proprio il rappresentante del Governo nazionale a creare questa spiacevole situazione. Ormai da giorni Delrio continua in tutte le sedi, prima a Messina, poi a Catania, a sostenere che la sede dell’Autorità portuale è solo il luogo dove si riunisce il consiglio di gestione. E allora se è così poco importante perché ha deciso di toglierla ad Augusta, dove l’ha prevista la legge, per portarla a Catania?“.
Quindi la presidente di Assoporto torna sul ricorso al Tar avverso il decreto ministeriale dello “scippo” della sede dell’Adsp, presentato due settimane fa dai legali incaricati da Assoporto e di cui si attende l’esito. “La politica sceglie di far scegliere alla magistratura – chiosa la Noè – forse perché così può dire al burattinaio che tira le fila di non avere colpe e di aver tentato, sino in fondo, di far passare un atto, se pur illegittimo“.


















