Augusta sul podio regionale per consumo di suolo, l’appello degli ambientalisti
AUGUSTA – Nuovo allarme lanciato dagli ambientalisti del comitato “Salvare Augusta”. Secondo i dati ufficiali del rapporto “Consumo di suolo, dinamiche territoriali e servizi ecosistemici – Edizione 2025”, Augusta figura tra i Comuni italiani con il più alto incremento di suolo consumato nel periodo 2023-2024.
Come si legge nel portale nazionale dedicato al monitoraggio, edito da Arpa Piemonte, in collaborazione con Ispra, l’elaborazione dei dati avviene “sotto la responsabilità” della rete tematica per il monitoraggio del territorio e del consumo di suolo del Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente (Snpa), mentre le informazioni derivano da “immagini satellitari e rilievi aerei” forniti da fonti autorevoli. Tra questi dati, si ricava il consumo di suolo inteso come “variazione da una copertura non artificiale (suolo non consumato) a una copertura artificiale del suolo (suolo consumato)”.
Secondo il nuovo rapporto, Augusta ha consumato 56,44 ettari di suolo nell’ultimo anno di rilevamento, “più delle tre città metropolitane di Palermo, Catania e Messina messe insieme”, come sottolinea nella nota stampa odierna il comitato ambientalista “Salvare Augusta”, che definisce il dato “una conferma della valanga di cemento” già denunciata un anno fa. Il coordinamento ambientalista commenta con amarezza: “Eravamo stati facili profeti un anno fa quando, nel denunciare la valanga di cemento, avevamo stimato in ulteriori 50 ettari il suolo che sarebbe stato immolato sull’altare della speculazione edilizia. Lo conferma ora il rapporto del Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente per il periodo 2023-2024 presentato a Roma lo scorso 24 ottobre”.
Augusta non detiene più il “primato” assoluto registrato nel 2023, allora prima in Sicilia e settima in Italia con 35 ettari consumati, ma peggiora il dato complessivo. “In classifica Augusta è oggi al terzo posto in Sicilia dopo Marsala e Carlentini e si piazza al 12° posto della classifica nazionale subito dopo Roma che la stacca solo di qualche frazione di ettaro (56,69)”, si legge nel comunicato. Più del 20 per cento del territorio comunale risulta ormai impermeabilizzato, senza che “si intravveda nessun segno di inversione di tendenza – denuncia il comitato – ed anzi ci sono alle porte nuovi piani di lottizzazione, centri commerciali, impianti di trattamento rifiuti, discariche e infrastrutture che non saranno compensati da interventi di rinaturalizzazione del suolo (attualmente, secondo il report Snpa, pari a zero)”.
Gli ambientalisti richiamano inoltre le verifiche ispettive in materia urbanistico-edilizia chieste nel febbraio 2024 al Dipartimento regionale dell’Urbanistica, “di cui si attendono ancora gli esiti”, e tornano a segnalare il cantiere del nuovo supermercato in zona F di verde cimiteriale, dove a loro dire “l’opera sta fagocitando la fascia di rispetto cimiteriale in assenza del previo parere dell’Asp e della necessaria deliberazione del Consiglio comunale”.
Una situazione che per “Salvare Augusta” evidenzia un approccio amministrativo critico: “Continuare su questa strada non solo è in contrasto con la normativa che ci impone di non consumarne altro ma è una insana strategia auto-distruttiva che è urgente fermare per salvaguardare la vita, il benessere delle persone e dell’ecosistema”.
La nota del comitato si chiude con un appello alla consapevolezza collettiva: “Invitiamo l’amministrazione comunale, tutti i consiglieri, le forze politiche e sindacali, le associazioni e i cittadini a rendersi consapevoli di quanto grave è la perdita di suolo della nostra città e quali sono le problematiche che ne derivano, prime fra tutte desertificazione e dissesto idrogeologico”. E con una chiosa finale che riassume la posizione ambientalista del coordinamento: “Gli Attila, i nuovi e i vecchi vandali devono sapere che tagliare gli alberi per piantare cemento è una politica barbara che “Salvare Augusta” e i cittadini responsabili e consapevoli di questa città continueranno a contrastare democraticamente e a viso aperto”.





















