Augusta, recupero convento San Domenico, il Comune cambia rotta: progettazione interna e caccia a 13 milioni
AUGUSTA – La giunta comunale ha approvato un Documento di indirizzo alla progettazione (Dip) per tentare di sbloccare, dopo decenni di stallo, il recupero dell’ex convento di San Domenico. Con deliberazione adottata il 3 febbraio, l’esecutivo guidato dal sindaco Giuseppe Di Mare ha dato il via libera a un atto di programmazione dal valore complessivo di 12 milioni 957mila 880 euro, redatto dai tecnici dell’ente, con l’obiettivo dichiarato di intercettare prossimi canali di finanziamento statali o regionali.
Il Dip rappresenta il passaggio preliminare necessario per indirizzare le successive fasi progettuali e candidare l’intervento a bandi pubblici. Dai contenuti dell’atto emerge in modo chiaro l’indirizzo politico-amministrativo: l’ex convento di San Domenico, storico immobile comunale tra via della Dogana e via XIV Ottobre, dovrà essere rifunzionalizzato come “centro di ricerca culturale della città“. Al suo interno troveranno spazio il museo civico (con un percorso basato anche sulla storia dell’edificazione del convento e sugli “interessanti indizi” emersi dagli studi relativi alle origini del complesso e della stessa Augusta), la biblioteca, servizi turistici, sale convegni e divulgative, aree virtuali e interattive, oltre a luoghi dedicati all’approfondimento del territorio e della città. Il progetto prevede inoltre la collocazione degli uffici comunali direttamente connessi a tali funzioni, come quelli dedicati alla cultura, alle tradizioni locali, al turismo, allo sport e allo spettacolo.
Secondo un’impostazione delineata in recenti elaborati degli uffici dell’ente, al piano terra, affacciato sull’ampio cortile con portici, potrebbero trovare posto un ufficio e quattro sale polivalenti. Il lato nord del piano terra, adiacente alla chiesa di San Domenico, resterebbe invece nella disponibilità del Fondo edifici di culto (Fec). Al primo piano sono previsti due locali destinati ad archivio, dieci uffici o aule di varie dimensioni e, nel lato nord confinante con la chiesa, due lunghe sale polivalenti.
Con questa approvazione, l’amministrazione Di Mare prova a uscire dall’impasse che da quasi mezzo secolo impedisce la piena fruibilità del complesso. Ricostruito circa due secoli fa, l’ex convento ha ospitato fino ai primi anni Settanta del Novecento alcune scuole cittadine; da allora è rimasto sostanzialmente abbandonato. Tra il 1989 e il 2010 sono stati eseguiti diversi interventi di consolidamento strutturale e di rifacimento delle coperture, ma l’immobile necessita ancora di un organico recupero edilizio e impiantistico.
Non è la prima volta che l’amministrazione Di Mare tenta di rimettere in moto il destino del convento. Esattamente due anni fa, con una delibera di giunta del 2 febbraio 2024, aveva scelto la strada dell’assegnazione in usufrutto gratuito, per cinque anni rinnovabili una sola volta, a soggetti in grado di presentare progetti con finalità socio-assistenziali, culturali, di ricerca, educative, formative e associative, corredati da una proposta di riqualificazione e da una fonte di finanziamento. L’unica istanza fu presentata da un’organizzazione di volontariato di Massalengo, in provincia di Lodi, ma l’iter non giunse mai alla stipula del contratto. A maggio 2024, dopo un sollecito formale del Comune, l’associazione lodigiana comunicò la rinuncia al progetto e all’usufrutto, determinando la revoca della procedura da parte dell’ente per “mutamento della situazione di fatto non prevedibile” e senza oneri per l’ente.
Il nuovo Dip, che sarà inserito con apposita variazione nel Programma triennale delle opere pubbliche 2026-2028, segna dunque un cambio di rotta: il Comune torna protagonista diretto della programmazione, puntando a reperire risorse pubbliche per un intervento di risanamento e restauro che, nelle intenzioni, dovrebbe restituire alla città uno dei suoi edifici storici più significativi, oggi ancora simbolo di abbandono.





















