Anche il fercolo di S. Domenico di Augusta nel volume “Barocco in processione”
AUGUSTA – Riceviamo e pubblichiamo un contributo di Giuseppe Carrabino, presidente della Commissione comunale di Storia patria, che ha già collaborato al percorso editoriale di riscoperta delle tradizioni cittadine intrapreso da La Gazzetta Augustana.it.
Un catalogo storico “ragionato” su oltre duecentocinquanta macchine processionali custodite in ogni parte della Sicilia. Si tratta del volume “Barocco in processione. Vare o fercoli in Sicilia”, frutto della passione e dedizione di Mons. Giovanni Lanzafame, mariologo di fama internazionale che attualmente opera nell’Arcidiocesi di Siviglia.
Vare, fercoli, ma anche basi processionali, carri trionfali che scandiscono i momenti festivi in ogni parte della Sicilia. In questa preziosa rassegna non è da meno l’Arcidiocesi di Siracusa con la maestosa vara di S. Lucia che – come ha sottolineato Mons. Lanzafame – fu realizzata con la specifica finalità di contenere il corpo della martire nella cassa sottostante. Specifici riferimenti vi sono poi al fercolo di S. Domenico di Augusta, S. Alfio a Lentini, S. Paolo e S. Sebastiano a Palazzolo, S. Sofia a Sortino, S. Sebastiano a Melilli, la Madonna della Neve a Francofonte.
La pubblicazione offre numerosi spunti di riflessione e partendo proprio dal fercolo di S. Domenico permette di fare un tuffo nella memoria per approfondire ulteriormente il patrimonio che Augusta ha potuto esprimere nel tempo in questo specifico settore. Dal fercolo di S. Giuseppe realizzato nei primi decenni del XIX secolo dal rinomato ebanista M° Salvatore Stagnaro a quello settecentesco della Madonna del Carmine con baldacchino ricamato in oro. Elegante con motivi tipicamente barocchi il fercolo ligneo a baldacchino di S. Sebastiano, che andò distrutto durante il violento bombardamento del 13 maggio 1943. Anche Augusta meriterebbe un approfondito studio su queste pregevoli sculture che giustamente Mons. Lanzafame ha definito “barocco in processione”.
A sottolineare la valenza del lavoro di indagine storica di Mons. Lanzafame, presentato lo scorso sabato nella suggestiva cornice della Basilica Collegiata di S. Maria dell’Elemosina a Catania, la presenza dell’Arcivescovo Mons. Salvatore Cristina, recentemente eletto presidente della Conferenza Episcopale Siciliana.
Di particolare interesse gli interventi e i puntuali riferimenti artistici e socio-culturali curati dal prof. Antonio Blandini e il contributo di Giuseppe Firenze, confrate della confraternita della Madre SS. Del Lume di Porticello, che ha offerto una sua riflessione su “la processione come espressione di fede e di devozione”.
Le conclusioni sono state affidate a Mons. Cristina che, a nome delle Chiese di Sicilia, ha ringraziato l’autore per aver dedicato la sua opera “alle Confraternite, circoli, associazioni e comitati feste che con fede e costanza mantengono vive le tradizioni religiose nell’Isola”.
Giuseppe Carrabino


















