Augusta aggiorna il Piano di protezione civile dopo 38 anni. Sì anche dal M5s ma con stoccata
AUGUSTA – Con deliberazione del Consiglio comunale numero 1 del 26 gennaio, all’unanimità dei presenti (compresi due consiglieri d’opposizione), il Comune di Augusta vede approvato il nuovo Piano comunale di Protezione civile, colmando un vuoto pianificatorio che durava da quasi 38 anni e adeguandosi finalmente agli obblighi previsti dalla normativa nazionale e regionale. Il Piano sostituisce quello adottato nel 1988 e mai aggiornato, nonostante le disposizioni del Codice della Protezione civile impongano agli enti locali una verifica e un aggiornamento almeno triennale degli strumenti di pianificazione di emergenza.
L’atto è stato seguito dal dipartimento competente della Regione siciliana, che negli ultimi anni ha sollecitato i Comuni ancora inadempienti a dotarsi di un Piano aggiornato, condizione indispensabile per la gestione coordinata delle emergenze e per l’accesso a risorse e supporti straordinari in caso di eventi calamitosi.
Il Piano comunale di Protezione civile è lo strumento operativo che definisce: l’analisi dei rischi presenti sul territorio (sismico, idrogeologico e idraulico, incendi, tsunami, rischio industriale, sanitario); l’organizzazione del sistema di comando e controllo in emergenza, con ruoli e responsabilità; le procedure di intervento, evacuazione e assistenza alla popolazione; le aree di attesa, ricovero e ammassamento; la cartografia tematica e gli scenari di evento; i comportamenti di autoprotezione destinati ai cittadini.
Il Piano di Augusta è composto da una relazione generale, da corpose relazioni specialistiche sui diversi rischi e da un articolato sistema di tavole cartografiche, ed è stato redatto da un raggruppamento temporaneo di professionisti incaricato dall’ente, composto dal geologo Domenico La Ferla (mandatario) e dall’architetto Federica Giudice, con il coordinamento degli uffici del settore Servizi per la transizione ecologica, digitale e la Protezione civile.
Il sindaco Giuseppe Di Mare, in una dichiarazione diffusa nella stessa giornata dell’approvazione consiliare, ha sottolineato il valore storico dell’atto: “Augusta ha finalmente un Piano di protezione civile aggiornato, uno strumento fondamentale per la sicurezza della città e per la tutela dei cittadini. È un risultato atteso da decenni che consente al Comune di affrontare le emergenze con organizzazione, metodo e responsabilità“.
Il primo cittadino ha inoltre evidenziato come il Piano rappresenti “la base operativa su cui costruire prevenzione, informazione e capacità di risposta, soprattutto in un territorio complesso come il nostro, segnato da rischi ambientali e industriali“.
A favore del Piano hanno votato anche i consiglieri comunali del Movimento 5 stelle, Roberta Suppo e Uccio Blanco, che in una nota stampa congiunta diffusa a settantadue ore dalla seduta hanno spiegato le ragioni del loro sì: “Abbiamo partecipato attivamente all’approvazione del Piano di protezione civile per senso di responsabilità verso la cittadinanza, data l’importanza di uno strumento fondamentale per la sicurezza del territorio“.
Come puntualizzano nella nota, durante il dibattito consiliare, gli unici due esponenti dell’opposizione presenti hanno “sollevato interrogativi cruciali sulla viabilità e sulla gestione delle emergenze, anche alla luce della presenza di aree ad elevato rischio di crisi ambientale e dei recenti incendi dell’impianto Ecomac“.
Nella dichiarazione di voto, inoltre, hanno inteso evidenziare come le criticità emerse durante gli eventi meteorologici estremi non possano essere attribuite alle ex Saline insistenti sul lungomare della Borgata, “che rappresentano un valore ambientale e paesaggistico“, ma piuttosto “a una cementificazione selvaggia che ha ridotto la capacità drenante del territorio“.
I consiglieri pentastellati, in merito alle ultime battute della seduta del 26 gennaio, segnalano però ciò che definiscono “uno spettacolo indecoroso“: “Al nostro senso di responsabilità – affermano Suppo e Blanco – ha fatto da contraltare l’atteggiamento inspiegabile di parte della maggioranza, che ha rischiato di far venir meno il numero legale necessario all’approvazione dell’atto“, riferendosi alle uscite dall’aula da parte di alcuni consiglieri di maggioranza.





















