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Augusta, conferenza Archeoclub sul luglio ’43: sacrificio Regia Marina sfata un falso mito

AUGUSTA – Si è tenuto la scorsa domenica, 3 ottobre, l’incontro “Luglio 1943 – Il sacrificio della Regia Marina nelle acque della Sicilia orientale e di Augusta”, organizzato dalla sede locale di Archeoclub d’Italia, presieduta da Mariada Pansera, nel salone messo a disposizione dall’associazione filantropica “Umberto I”.

Il tema ha riportato a un paragrafo particolarmente complesso e controverso dell’ultima guerra: l’invasione della Sicilia da parte degli Alleati nell’estate del 1943 e, in questo scenario, lo specifico argomento di quanto accadde sul mare dinanzi alle coste augustane, in quei giorni decisivi per l’epilogo del secondo conflitto mondiale.

Alla presenza del capitano di fregata Stefano Vinci, in rappresentanza del Comando Marisicilia, a fornire una ricostruzione storica è stato l’avvocato Antonello Forestiere, direttore del Museo della Piazzaforte del Comune di Augusta e consigliere Disciplina sociale dello Stato Maggiore Marina militare.

Troppo spesso infatti, si è continuato a scrivere e ripetere per almeno cinquant’anni dopo quei fatti, che la Sicilia era caduta in mano agli Alleati in poche settimane – ha sottolineato il cultore di storia militare – che la quasi totalità della difesa dell’isola era stata assunta dai Tedeschi, che gli Italiani non si erano comportati al loro stesso livello travolti dalle defezioni e che, anzi, in più di un’occasione – una per tutte il crollo della Piazzaforte Augusta-Siracusa – gravi ed inquietanti ombre sulle ragioni di quella inspiegabile disfatta ricadevano su Comandi e difensori, dissoltosi alla vista del nemico in avanzata“.

Dagli anni settanta in poi – ha proseguito Antonello Forestiere – questa chiave di lettura monocorde ed impietosa, ha iniziato a sgretolarsi. Sempre più sono emersi fatti, vicende, personaggi, ricostruzioni puntuali ed oggettive sul piano storico, una nuova bibliografia coraggiosa e scevra da pregiudizi e conformismo politico, che hanno progressivamente ridato dignità e rispetto al ruolo pesantissimo e ben diverso da quanto comunemente ritenuto, sotto il profilo del dovere e dell’etica, a tanti dei nostri militari durante l’invasione. Così come nelle operazioni terrestri e nel cielo, anche sul mare, nel nostro mare, pertanto, non è vero che non accadde nulla e che da parte italiana non si combatté“.

Nel corso dell’incontro è stato evidenziato che “vi furono infatti comandanti, uomini ed equipaggi che, seppure consapevoli della insormontabile superiorità numerica e qualitativa dei mezzi del nemico – come ha detto Pansera, presidente dell’Archeoclub cittadino – fecero fino in fondo il loro dovere dinanzi alle coste della Sicilia orientale nei giorni dell’invasione, tanti con il sacrifico silenzioso e spesso sconosciuto della loro vita“.

Forestiere ha illustrato e approfondito, con l’ausilio di immagini, le missioni spesso poco conosciute di numerosi sommergibili e motosiluranti della Regia Marina nelle acque di Augusta già occupata nel luglio 1943, sottolineando il valore e l’abnegazione di comandanti ed equipaggi e il sacrificio dei tanti Caduti. Così, il mare fu protagonista e scenario del sacrificio di quei marinai e dei loro comandanti; sempre il mare, affascinante legame donato dalla natura a questa terra, fu e rimane testimone di quei fatti di guerra oramai lontani, che coinvolsero Augusta, nel bene e nel male, legandola a una delle pagine più grandi e note delle storia militare contemporanea.


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