Pubblicità elettorale

News

Augusta, deposito Maxcom, Legambiente contro progetto rifacimento pontile. “Si deve delocalizzare”

AUGUSTA – Alla fine dello scorso giugno, Legambiente Augusta ha presentato le proprie osservazioni in merito al progetto di rifacimento e allungamento di 25 metri del pontile del deposito carburanti Maxcom, ubicato alla Borgata, progetto sottoposto al procedimento di Valutazione impatto ambientale (Via). Lo rende noto adesso l’associazione ambientalista.

Abbiamo evidenziato che il pontile di cui si chiede il rifacimento e allungamento – si legge nel comunicato di Legambiente – è collocato nella parte nord del porto Megarese e ricade all’interno del Sin Priolo. Esso è posizionato su fondali che secondo le indagini effettuate da Ispra/Cnr sono fortemente contaminati (zona rossa). Pertanto qualunque operazione – fosse anche la sola infissione di palancole – che determini un pur minimo sommovimento del sedimento marino, deve essere preliminarmente esaminata ed approvata dalla apposita Direzione del Ministero Ambiente. Inoltre il Piano regolatore portuale del porto di Augusta citato nel progetto della Maxcom è antiquato mentre è attualmente in corso di elaborazione il nuovo Prp e, in ogni caso, manca il parere dell’Autorità portuale di sistema (e quest’ultima, riteniamo, non può esimersi dal tenere ben presente ciò che prevede il Piano di Risanamento)“.

Nella proposta progettuale manca la motivazione della necessità di incrementare la portata delle navi che accostano al pontile – osserva ancora l’associazione – Se ciò fosse propedeutico ad un contestuale o successivo aumento dello stoccaggio a terra con ulteriori serbatoi, per le intuibili refluenze sul piano ambientale e della sicurezza, appare evidente che sarebbe necessario sottoporre a Via anche l’ampliamento del parco serbatoi – prosegue Legambiente – Mancano altresì l’indispensabile Valutazione d’incidenza (Vinca) sulle vicine aree umide (Zsc) e tutte le ulteriori valutazioni sulla interferenza dell’allungamento del pontile con la prevista realizzazione dei viciniori pontili della Marina militare italiana, sui  suoi eventuali effetti sul ricambio delle acque del porto attraverso il ponte del Rivellino, sul rischio collisioni, sulle emissioni delle navi ormeggiate e le ricadute sulla popolazione del quartiere più vicino“.

Abbiamo anche evidenziato il fatto che il deposito, con capacità complessiva di stoccaggio idrocarburi superiore a 40.000 mc, ha una semplice Autorizzazione unica ambientale (Aua, ndr) rilasciata dalla Provincia mentre a parer nostro la legge prevederebbe il possesso della Aia, Autorizzazione integrata ambientale di competenza statale. Anche il Libero Consorzio della provincia di Siracusa – sottolinea l’associazione ambientalista – ha presentato le sue osservazioni con alcuni argomenti simili ai nostri (sito Sin, questione sedimenti marini, mancanza Vinca, flusso ondoso, ecc.)“.

inserzioni

La sezione cittadina di Legambiente, al pari del Comune di Augusta in occasione del Documento di pianificazione strategica di sistema (Dpss), approntato dall’Autorità di sistema portuale quale atto propedeutico al prossimo Prp e approvato il 15 luglio scorso dal consiglio comunale, rimette al centro la questione della delocalizzazione dello stesso deposito Maxcom, con la relativa area che, secondo l’amministrazione comunale, dovrà passare da “Area con funzione industriale e di cantiere” ad “Area con funzione urbana”.

In premessa abbiamo voluto ricordare che secondo il Piano di Risanamento, approvato con decreto del Presidente della Repubblica del 17 gennaio 1995, il deposito costiero Maxcom di Augusta deve essere delocalizzato in altra area portuale che viene individuata in quella di Punta Cugno – ribadisce l’associazione ambientalista – Non entriamo in merito alle ragioni per cui tale delocalizzazione non è stata finora attuata ma rimane fermo che non può essere accettata nessuna ipotesi di modifica delle sue strutture che sia funzionale a far permanere il deposito nell’attuale collocazione urbana. La scheda del Piano di Risanamento dice: “II progetto prevede la delocalizzazione del deposito e il suo insediamento in una nuova area limitrofa a Punta Cugno. L’intervento permetterebbe di conseguire I’obiettivo fondamentale della riqualificazione urbanistica, in quanto I’area attualmente occupata può essere recuperata a servizio della collettività, per la formazione di aree verdi, di parcheggi e strutture di servizio collettivo, con obiettivi di riorganizzazione della viabilità locale, di decongestionamento del traffico, ed in particolare per la riduzione di quello pesante. La zona potrà quindi assumere la funzione di ”polmone verde” in una zona che oggi si presenta carente di questa dotazione”“.

Chi deve pronunciarsi sul progetto in questione – conclude Legambiente – tenga in debito conto quanto sopra e nessuno finga di non sapere”.

(Nella foto di copertina: immagine relativa al progetto di rifacimento e allungamento del pontile Maxcom, fornita da Legambiente Augusta)


scuolaopenday
In alto