Augusta, il mare al Faro Santa Croce promosso da Goletta Verde
AUGUSTA – Nell’ambito della comunicazione dei risultati per i litorali siciliani della 39ª campagna “Goletta verde” di Legambiente, viene reso noto che nel solo punto campionato nella provincia di Siracusa, ad Augusta, la qualità del mare che bagna la scogliera del Faro di capo Santa Croce è risultata “entro i limiti“.
Il monitoraggio della costa quest’anno, da parte dell’associazione ambientalista, si è svolto tra la fine del mese di giugno e i primi giorni di luglio. I campionamenti sono stati effettuati da volontari “a terra” di Legambiente, formati dall’ufficio scientifico dell’associazione, e le relative analisi microbiologiche eseguite entro 24 ore da laboratori individuati nel territorio, per indagare in particolare la presenza di Enterococchi intestinali ed Escherichia coli.
Per valutare la qualità delle acque di balneazione, la campagna Goletta verde fa riferimento ai parametri stabiliti dalla normativa vigente, segnatamente il decreto legislativo 116 del 2008 e il relativo decreto attuativo del 30 marzo 2010. In base a questi criteri, le acque vengono giudicate “inquinate” quando i livelli di Enterococchi intestinali superano le 200 unità formanti colonia (Ufc) per 100 millilitri, oppure quando la concentrazione di Escherichia coli è superiore a 500 Ufc/100 ml. La classificazione passa invece a “fortemente inquinate” se le analisi rilevano valori ancora più elevati: oltre 400 Ufc/100 ml per gli Enterococchi intestinali e/o oltre 1.000 Ufc/100 ml per l’Escherichia coli.
Per quanto concerne l’esito della campagna in Sicilia, il 44 per cento dei campioni analizzati da Goletta verde lungo le coste siciliane è risultato “oltre i limiti di legge“. In tutto sono stati campionati 25 punti di cui 16 a mare e 9 in situazioni critiche di scarico, foci di fiumi o torrenti. Su 25 punti campionati, 14 sono risultati “entro i limiti di legge” e i restanti 11 hanno evidenziato “criticità per una scarsa inefficiente depurazione“. In particolare, 2 punti sono risultati “inquinati” e 9 “fortemente inquinati“.
Soltanto in tre punti di monitoraggio sono stati trovati, dai tecnici di Goletta verde, cartelli di informazione per turisti e bagnanti sulla qualità dell’acqua di balneazione, mentre per il restante 88 per cento del monitoraggio, tale informazione risulta non disponibile.
Queste alcune delle informazioni esposte stamani durante la conferenza stampa organizzata ad Agrigento e che ha visto la partecipazione di Daniele Gucciardo, presidente Legambiente Rabat Agrigento, Alice De Marco, portavoce Goletta verde, Vanessa Rosano, direttrice Legambiente Sicilia, Tommaso Castronovo, presidente Legambiente Sicilia, Maurizio Arcidiacono, responsabile coordinamento dell’area 1 del Conou (Consorzio nazionale degli oli minerali usati), e Giusi Savarino, assessore regionale del Territorio e Ambiente.
“Da 39 anni Goletta verde solca i mari italiani con l’obiettivo di scovare e denunciare criticità che minacciano il nostro litorale per una mancata o inefficiente depurazione, affinché si tuteli la salute dei bagnanti e l’integrità degli ecosistemi naturali – ha dichiarato Alice De Marco, portavoce della campagna “Goletta verde” – Vogliamo attuare un’azione sinergica per informare la cittadinanza e supportare le amministrazioni pubbliche alla risoluzione di problemi a volte persino annosi. Se non lavoriamo per efficientare il nostro sistema di depurazione, incorreremo in ulteriori sanzioni della Comunità europea, oltre a mettere a rischio la salute delle persone e dell’ambiente. Ripetiamo ancora una volta che non diamo patenti di balneazione, di cui sono incaricate le autorità competenti”.
Al riguardo, ricordiamo l’utilità di verificare le informazioni sul Portale delle acque del Ministero della Salute, sulla base delle analisi delle Agenzie regionali di protezione dell’ambiente (Arpa). Ad esempio, nel punto di campionamento “200 metri sud Faro Santa Croce”, a seguito dei primi tre prelievi ufficiali (24 aprile, 21 maggio, 20 giugno) per la stagione balneare in corso, la qualità del mare, sotto il profilo microbiologico, risulta “eccellente“.
Durante la tappa ad Augusta del 17 e 18 luglio scorsi, con l’antico due alberi “Oloferne” ormeggiato al porticciolo privato “Porto Xiphonio Augusta” (vedi foto di copertina), Goletta verde ha altresì puntato i riflettori su due temi chiave: le mancate bonifiche nel Sin di Priolo e le difficoltà nazionali nello sviluppo dell’eolico offshore.
Il sit-in “Chi inquina deve pagare: ecogiustizia subito!“, al canale Alpina di Marina di Melilli, ha denunciato “le bonifiche mai effettuate nelle aree contaminate”, dal momento che, secondo dati del Ministero dell’Ambiente, risulterebbero bonificati con certificazioni, tra il 1998 e giugno 2024, solo 129 ettari su 5.075 ettari di aree a terra e 121 su 10.129 ettari di aree a mare.
Nel secondo giorno, il focus è stato sull’energia eolica marina con la presentazione del report “Finalmente offshore”. Proprio il porto commerciale di Augusta è stato indicato con decreto interministeriale, assieme a Taranto (che ha visto l’inaugurazione del primo impianto in Italia nel 2022, concludendo un iter di quattordici anni), tra i porti del Mezzogiorno destinati alla realizzazione di cantieri per la produzione e l’assemblaggio di piattaforme galleggianti per l’energia eolica in mare. Secondo i dati diramati da Legambiente, “in Italia ci sono 93 progetti per 74 GW di potenza potenziale, ma l’eolico offshore fatica a decollare” per “lentezze burocratiche e ritardi nei procedimenti autorizzativi”. La Via, che dovrebbe durare 175 giorni, “arriva in media a 340 giorni”, rallentando così la transizione energetica.





















