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Augusta, il “nostro” bimotore Junkers Ju 88 tra Punta Izzo e due musei

AUGUSTA – Riceviamo e pubblichiamo qui di seguito il contributo storico e tecnico dell’attuale direttore del Museo della Piazzaforte del Comune di Augusta, Antonello Forestiere, sul bimotore Junkers Ju 88 “augustano” alla luce del recente ritrovamento di analogo velivolo della Luftwaffe sul fondale siracusano al largo di Ognina. Uno dei due motori del velivolo militare tedesco che precipitò in mare nel luglio 1943 a poche centinaia di metri da Punta Izzo è esposto da circa vent’anni, unitamente ad altri “pezzi”, al Museo dello Sbarco in Sicilia a Catania (vedi foto esclusiva del 2007 in copertina), da quando cioè, a causa della chiusura del bastione San Giacomo del Castello svevo che ospitava il Museo della Piazzaforte, l’allora direttore, il compianto Tullio Marcon li concesse temporaneamente in comodato d’uso a tempo indeterminato ma con obbligo di restituzione a richiesta. Al riguardo, l’assessore alla Cultura, Giuseppe Carrabino ha riferito che per l’amministrazione comunale sarà “priorità riavviare le interlocuzioni con la direzione del Museo dello Sbarco per il rientro di tutti i “pezzi”  che costituiscono la collezione di Augusta”.

La recente notizia del ritrovamento in mare al largo di Ognina di parti di un bimotore tedesco Ju.88 risalenti all’invasione del 1943 e della positiva presa di posizione al riguardo da parte dell’Assessore Regionale ai beni Culturali oltre che, ovviamente, della competente Sovrintendenza del Mare, non può che lasciare soddisfatti quanti si occupano di storia militare, conservazione e studio dei materiali che la documentano. Poiché si è letto in quelle dichiarazioni anche del “nostro” Ju.88, ritrovato nelle acque di Augusta a poca distanza da Punta S. Elia (in pratica dinanzi a P. Izzo), mi sembra doveroso a questo punto fornire qualche notizia in merito.

Da oltre trent’anni alcuni esperti pescatori e subacquei sportivi augustani conoscevano bene la presenza di questo relitto aeronautico rovesciato su un fondale di una trentina di metri poco al largo di Punta S. Elia. A partire dal 2003 la dedizione e la passione di numerosi sub sportivi che si sono avvicendati in discese perlustrative del relitto, hanno consentito ad alcuni di questi di metterne in salvo significative piccole parti accessorie, preservandole così anche da non inipotizzabili indebite sottrazioni. Ricordo in particolare, tra quelli a me personalmente più vicini, Gaetano Giuffrida, Flavio Lagioia, l’instancabile Sebastiano Di Mauro (prodigatosi anche in successivi interventi di conservazione), Massimo Murianni, Francesco Bombara, il “vecchio” amico di scuola Filippo Tringali, questi ultimi Collaboratori del Museo della Piazzaforte. Furono posti così in salvo un cannoncino ed una mitragliera, alcuni finestrature in blindovetro, una pistola e qualche altro accessorio minore.

Un intervento più complesso invece da parte dei subacquei dello Sdai di Augusta della Marina Militare, da sempre vicina alle esigenze del Museo, aveva in precedenza consentito il recupero di uno dei due grossi motori dell’aereo. Tutti questi materiali, debitamente curati e preservati, sono stati esposti al Museo della Piazzaforte quando aveva sede al bastione San Giacomo del Castello Svevo. Tutti si trovano adesso a disposizione del pubblico presso la nuova sede del Museo presso il Palazzo di Città ad eccezione del pezzo più grande e significativo, il motore, che l’allora Direttore del Museo Tullio Marcon trasferì quando il Museo dovette chiudere i battenti assieme ad importanti pezzi di artiglieria ed un siluro (oltre a numerosi cimeli minori che ho potuto “recuperare” negli anni passati) in comodato d’uso a tempo indeterminato ma con obbligo di restituzione a richiesta, al “Museo dello Sbarco in Sicilia 1943” alle Ciminiere di Catania. Qui si trova ancora, con i predetti pezzi più grossi.

Sono assolutamente certo che, grazie al preciso e concreto interesse che l’Amministrazione Comunale e l’Assessore alla Cultura Giuseppe Carrabino stanno mostrando costantemente per il Museo della Piazzaforte, riusciremo in qualche modo a riportare a casa questi pezzi e riunirli alla collezione, compreso quindi il maestoso motore Junkers Jumo 211 a 12 cilindri a V invertita, uno dei più grandi ed integri cimeli del nostro bimotore Ju.88, abbattuto dal fuoco britannico e precipitato, con quattro giovani aviatori d’equipaggio, nelle acque di Augusta nel luglio 1943.

Avv. Antonello Forestiere

(Direttore del Museo della Piazzaforte e Consigliere Disciplina Sociale dello Stato Maggiore Marina Militare)


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