MESSAGGIO POLITICO AUTOGESTITO

MESSAGGIO POLITICO AUTOGESTITO

News

Augusta, il ricordo del terremoto del 1693: scoperta un’epigrafe sulla chiesa Madre

AUGUSTA – Le iniziative istituzionali cittadine per commemorare il terremoto del 9 e 11 gennaio 1693 si sono concluse ieri con una partecipata e solenne cerimonia nella chiesa Madre. L’evento ha chiuso le manifestazioni per il 333° anniversario del sisma di magnitudo Mw 7.3, il più violento e distruttivo avvenuto in Italia negli ultimi mille anni, che devastò la Sicilia orientale provocando almeno 54mila vittime e decine di migliaia di feriti.

Il terremoto del 1693 rase al suolo interi centri urbani, costringendo alla delocalizzazione di alcune città. Gravissimi furono i danni in località come Augusta, interessando appunto la chiesa Madre, come Avola (l’attuale Avola vecchia), Noto (Noto antica), Floridia e Melilli, con il crollo di numerosi edifici civili e religiosi.

La giornata commemorativa è stata aperta alle ore 15 dal suono a distesa delle campane cittadine e delle sirene delle navi in porto, in concomitanza con l’orario del sisma del 1693. Nel pomeriggio, la concelebrazione eucaristica presieduta dall’arciprete don Alfio Scapellato e dal cappellano militare don Enrico Gaffuri, animata dalla Corale polifonica “Iubilaeum – Città di Augusta” diretta da Luigi Trigilio. Alla funzione hanno preso parte autorità civili, militari e religiose, insieme a rappresentanti delle associazioni cittadine.

Erano presenti, tra gli altri, il vicesindaco Biagio Tribulato, l’assessore alla cultura Pino Carrabino, l’ammiraglio Davide Da Pozzo comandante della 4ª Divisione navale – Comforpat, il comandante della stazione carabinieri di Augusta Paolo Cassia, l’ispettore della Polizia locale Massimo Micieli, delegazioni dell’Associazione nazionale carabinieri sezione di Augusta, dell’associazione filantropica liberale “Umberto I”, delle confraternite cittadine nonché della Società augustana di storia patria, promotrice dell’iniziativa conclusiva.

Al termine della celebrazione è stata infatti scoperta un’epigrafe marmorea dedicata alla storia e alla ricostruzione della chiesa Madre, collocata sul lato prospiciente piazza D’Astorga. L’epigrafe, voluta dalla Società augustana di storia patria e dall’amministrazione comunale, sintetizza le principali fasi costruttive dell’edificio sacro, dalle origini cinquecentesche alla ricostruzione successiva al terremoto del 1693.

Il testo inciso, che riportiamo integralmente in calce all’articolo, trae origine da uno studio archivistico di taglio scientifico, curato dal professor Eugenio Magnano di San Lio, docente di Disegno dell’architettura all’Università di Catania e socio onorario del sodalizio di storia patria, già autore di numerose ricerche sulla storia delle chiese augustane, basate su atti notarili conservati presso l’Archivio di Stato. La redazione dell’epigrafe è stata curata dal presidente della Società augustana di storia patria, Salvatore Romano, e dalla segretaria Carmela Mendola.

La cerimonia si è conclusa con lo svelamento dell’epigrafe da parte del vicesindaco Tribulato, dell’arciprete Scapellato, dell’ammiraglio Da Pozzo e del presidente del sodalizio Romano, a suggello di un momento che ha unito ricordo, studio storico e partecipazione civica, affidando alle generazioni future un segno tangibile della resilienza della città dopo uno degli eventi più drammatici della storia sismica italiana.

Riportiamo di seguito il testo integrale dell’epigrafe scoperta al termine della celebrazione commemorativa.

Il 25 febbraio 1644 i giurati e i consoli delle maestranze di Augusta, con i proventi delle gabelle dei burgensatici ‘del feudo del Monte’ e di ‘Terravecchia’, i risarcimenti delle chiese demolite nel 1643 per far posto ai bastioni ‘San Filippo’ e ‘San Giacomo’ e le elemosine del popolo devoto, decisero di ampliare questa ‘Matricis Ecclesiae’, edificata nella prima metà del 1500 e dedicata alla “Madonna dei miracoli”. Il progetto iniziale delineato nel 1629 dal padre guardiano dei cappuccini di Augusta nel 1644 fu rivisto, migliorato e definito dall’architetto militare Vincenzo Tedeschi, nativo di Roma. La fabbrica, iniziata nel 1644 dai capimastri augustani, dal 1684 fu diretta dall’ingegnere militare Giuseppe Formenti, nativo di Lodi. Compiuta nel 1690, fu gravemente danneggiata dai terremoti del 9 e 11 gennaio 1693. La ricostruzione, iniziata nel 1697 e diretta dallo stesso Formenti, fu terminata in più stagli nel 1788 dai capimastri locali. Auspice la ‘Società augustana di storia patria’, l’amministrazione e il Consiglio comunale della Città di Augusta, nel rinnovare il legame e l’affetto verso questo antichissimo tempio religioso e luogo identitario, posero unanimi questo monumento il 9 gennaio 2026“.


La Gazzetta Augustana su facebook

Le Città del Network

 

Copyright © 2025 La Gazzetta Augustana.it
Progetto editoriale a carattere periodico registrato al ROC (AgCom/Corecom) con n. 25784
Direttore responsabile: Cecilia Casole
PF Editore di Forestiere Pietro - P. IVA 01864170897

Copyright © 2015/2026 PF Editore

In alto