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Augusta, presentata suggestiva ipotesi “siracusana” sui Bronzi di Riace

AUGUSTA – Il Centro studi storico-militari Augusta (Cssma), in collaborazione con l’associazione filantropica “Umberto I”, ha tenuto la sua prima conferenza del 2019, lo scorso 30 maggio, presentando un tema e un relatore che hanno riscosso particolare successo tra il qualificato pubblico intervenuto all’evento culturale.

Argomento-indagine di intrigante e avvincente attualità, quello scelto dal presidente del Cssma, Vittorio Sardo:  “…Il “Re nudo” e i suoi fratelli – I bronzi di Riace e la Siracusa dei Dinomenidi sullo sfondo di una suggestiva ipotesi siciliana”, affrontato con particolare competenza e chiarezza espositiva dall’autore del volume omonimo, Anselmo Madeddu, medico e direttore sanitario dell’Asp ma in questa occasione nella veste di fine indagatore tra pagine inedite della storia antica.

Dopo i saluti dei presidenti del Cssma, Sardo, e dell’associazione filantropica, Mimmo Di Franco, ha preso la parola Antonello Forestiere, cofondatore del Centro studi e direttore del Museo della Piazzaforte, che ha presentato il relatore e anticipato gli elementi essenziali del suo intervento, ribadendo l’importanza della continuità della ricerca storica, con l’analisi delle fonti e dei reperti museali, per approdare a scoperte e alla formulazione di ipotesi sempre nuove ed eclatanti.

Ha quindi tenuto la sua articolata relazione Anselmo Madeddu, presidente dell’Ordine dei medici di Siracusa, direttore sanitario dell’Asp di Siracusa, professore di “Metodologia epidemiologica” e di “Management e Organizzazione sanitaria” presso la Scuola di specializzazione in Igiene dell’Università di Catania, assai noto per le sua ricerca scientifica sulla epidemiologia dei tumori. Qui, però, nella veste di attento scrittore e acuto ricercatore storico nel settore archeologico.

Tema centrale della conferenza i Bronzi di Riace, così denominati perché ritrovati occasionalmente in quel tratto di acque calabresi e tuttavia di fatture ed origini ben più lontane, ritenuti nello studio presentato “figli”, invece, di una Siracusa forte e prospera nel Mediterraneo, ritraenti personaggi storici realmente esistiti: uno raffigurante un famoso re della città, vittorioso a Imera contro gli invasori Cartaginesi, Gelone, il re nudo (così, appunto, nell’atto di spogliarsi di vesti e armi per sottoporsi volontariamente al giudizio del popolo); l’altro, un guerriero posto a sua scorta. Ma c’è di più: l’esatta e complessa ricostruzione storica esposta dal relatore di fonti, elementi tecnici e positura sui due Bronzi ha suffragato l’ipotesi che queste statue poste a Siracusa presso l’agorà di Akradina nel IV-V sec. a.C. non fossero due bensì tre, completate dalla presenza di un ulteriore guerriero bronzeo, posto anch’egli a simbolica difesa del celebre re nudo. Ipotesi queste tutte sviluppate con dovizia di argomentazioni, tesi a confronto, particolari e richiami bibliografici nel volume omonimo realizzato nel 2015 dal relatore.

Suggestiva poi l’ulteriore approfondimento sulle problematiche attuali dei Bronzi, con l’accenno alle vicende giudiziarie e di cronache legate al loro ritrovamento e recupero nel 1972, a riprova della presenza anche di un terzo bronzo del quale, ad oggi, si sono “ufficialmente” perdute le tracce che certamente portano oltreoceano.

All’incontro culturale ha partecipato il sindaco di Augusta, Cettina Di Pietro, che è intervenuta a fine serata con una propria riflessione sull’avvincente tema trattato. Nell’occasione di questa prima conferenza, il presidente del Centro studi, Sardo ha anche presentato al pubblico i nuovi cinque membri del sodalizio storico-culturale : Giuseppe Vinci, Massimo Lucca, Romolo Maddaleni, Francesco Atanasio e lo stesso Anselmo Madeddu.

(Fonte foto in evidenza: sito web del Museo archeologico nazionale di Reggio Calabria)


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