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Politica

Augusta, scattano le nuove indennità per sindaco e assessori

AUGUSTA – Le nuove indennità di funzione maggiorate per gli amministratori comunali vengono applicate per la prima volta anche ad Augusta. Come in tutti i comuni della Regione siciliana, che a sua volta ha recepito la normativa nazionale (legge di bilancio 2022 del governo Draghi) che riparametra gli stipendi dei sindaci al trattamento economico dei presidenti delle regioni, con percentuali di aumenti decrescenti via via che diminuisce la popolazione dell’ente locale.

Con determina dell’8 gennaio, il Comune di Augusta impegna sul bilancio 2024 la somma di complessivi 207mila 352 euro (oltre Irap all’8,5 per cento, a carico dell’ente locale) per le indennità di carica di sindaco, vicesindaco e assessori, ai quali si aggiunge, in quanto indennità connessa agli amministratori, anche il presidente del consiglio comunale.

A decorrere dall’1 gennaio 2024, il sindaco di Augusta percepisce un’indennità di funzione pari a 4.347 euro lordi mensili, venendo applicati l’adeguamento 2024 pari a 1.369 euro e una riduzione del 10 per cento per le “esigenze di coordinamento della finanza pubblica” ai sensi della legge 266 del 2005.

Al vicesindaco spettano 2.390 euro lordi mensili, venendo applicati l’adeguamento 2024 pari a 753 euro e la suddetta riduzione del 10 per cento.

Gli assessori percepiscono un’indennità pari a 1.956 euro lordi mensili, venendo applicati l’adeguamento 2024 pari a 616 euro e la suddetta riduzione del 10 per cento.

Va precisato che la legge regionale 30 del 2000 prevede che l’indennità sia “dimezzata per i lavoratori dipendenti che non hanno richiesto l’aspettativa” e, pertanto, a coloro che non possono avvalersi di tale facoltà, in quanto lavoratori autonomi, disoccupati, studenti e pensionati, spetta l’indennità nella misura intera.

Sulla questione regionale, lo scorso ottobre, interveniva Anci Sicilia, l’associazione che riunisce i sindaci, con una nota congiunta del presidente Paolo Amenta e del segretario generale Mario Emanuele Alvano: “Vogliamo ricordare che a partire da gennaio 2022 l’incremento di tali indennità, previsto dalla Finanziaria varata dal Governo Draghi, è stato applicato uniformemente in tutti i comuni delle regioni a statuto ordinario, mentre in Sicilia negli stessi identici termini è stato recepito con la Legge regionale n. 13 del 2022 (art. 13)“.

La vera differenza tra quello che succede in Sicilia e nel resto d’Italia – aggiungevano i vertici di Anci Sicilia – non sta nella misura dell’adeguamento, che è identico, ma nel fatto che la Regione Siciliana a differenza dello Stato abbia coperto solo il 25% lasciando ai comuni l’onere di provvedere al resto“.


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