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Augusta, studenti “sentinelle della legalità” nel ricordo di Caponnetto. Al municipio anche Corbo, sopravvissuto alla strage di Capaci

AUGUSTA – Nell’ambito del progetto “I giovani. Sentinelle della legalità“, gli alunni dell’Istituto comprensivo “Domenico Costa” hanno incontrato il rappresentante della Fondazione “Antonino Caponnetto”, Domenico Bilotta, insieme agli amministratori comunali, alcuni giorni fa nel salone di rappresentanza del Municipio.

Si tratta di un progetto della fondazione intitolata al giudice antimafia (che guidò il pool ideato da Rocco Chinnici, a cui è dedicato proprio il salone municipale), che si inserisce nei percorsi scolastici su “Cittadinanza e legalità”.

Il progetto mira infatti a far cercare agli alunni temi di interesse sui quali dibattere, dapprima guidati dagli insegnanti, poi incontrando gli amministratori della Città, per sviluppare il senso di responsabilità nel dare il proprio apporto nel gruppo e la possibilità di sperimentare la propria autonomia in un percorso di inserimento sociale, stimolandone l’impegno civile”, ha sottolineato il dirigente scolastico del “Costa”, Michele Accolla.

Presenti all’evento, il sindaco Cettina Di Pietro, affiancata dall’assessore alla cultura Giusy Sirena. Bilotta, che nella fondazione è responsabile nazionale del settore scuola, ha esposto agli alunni la storia di Antonino Caponnetto, il magistrato nisseno che nel 1983 prese il posto di Chinnici, assassinato, alla guida del pool antimafia, chiamando a collaborare quattro magistrati più giovani.

Insieme ai suoi quattro “moschettieri”: Falcone, Borsellino, Guarnotta, Di Lello. Grazie al pool, sono stati arrestati circa cinquecento mafiosi, tra i quali Riina e Provenzano. I magistrati fecero un lavoro di intelligence incredibile”, ha ricordato Bilotta. Che ha evidenziato come “Caponnetto pretese di fare il maxi processo in Sicilia, ai mafiosi nella loro terra”.

Lo stesso magistrato ebbe un ruolo importante di comunicatore con gli studenti, perché capì che bisognava andare nelle scuole per sperare in un rafforzamento della cultura della legalità. Bilotta ha ricordato una frase che Caponnetto ripeteva spesso: “I mafiosi hanno più paura della scuola che della stessa giustizia, perché la scuola apre la mente”.

Particolarmente significativa la presenza nel salone municipale di Angelo Corbo, poliziotto della scorta del giudice Giovanni Falcone, sopravvissuto all’attentato. Corbo ha recentemente pubblicato un libro dedicato proprio alla strage di Capaci e continua a svolgere opere di testimonianza nelle scuole per sensibilizzare gli studenti alla lotta contro la mafia.


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