Augusta, zampognaro a soli 10 anni per dare nuova linfa alla tradizione in Sicilia
AUGUSTA – Augusta continua a fornire un rilevante contributo alla sopravvivenza dell’antica tradizione dei “ciaramiddari“, cioè i cultori dell’arcaico strumento musicale a fiato noto, in tutta l’Italia centro-meridionale, come zampogna. A ringiovanire le file è l’augustano Matteo Galofaro, di soli dieci anni, l’ultimo zampognaro a essere censito in Sicilia mentre si attende l’iscrizione di tale patrimonio culturale nel Registro delle eredità immateriali della Regione siciliana (Reis).
Matteo è “figlio d’arte”, essendo il papà Gaetano il direttore della Banda musicale cittadina. E proprio nel corpo bandistico locale, per il quale suona da pochi mesi il tamburo, ha trovato il suo maestro di zampogna, il presidente del corpo Emanuele Di Grande, che da circa un lustro si prodiga per far riscoprire ad Augusta il suono della cosiddetta “ciaramedda” e più precisamente della zampogna a paro.
“Per l’esattezza, Matteo è il 341° zampognaro censito – riferisce Di Grande – Infatti negli anni scorsi mi sono premurato di fare un censimento di tutti i suonatori della nostra regione“.
Il giovanissimo Galofaro ha avuto occasione di conoscere l’arcaico strumento lo scorso dicembre, quando ad Augusta si è tenuto, su iniziativa dello stesso Di Grande e con il patrocinio del Comune, il primo raduno dei “ciaramiddari” siciliani.


















