Politica

Consiglio comunale revocato, l’opposizione si spacca, protesta formale di Di Mare, Pasqua e Tribulato

AUGUSTA – Convocata per martedì pomeriggio alle ore 18, senza riunire la conferenza dei capigruppo, la seduta del Consiglio comunale, che avrebbe previsto la trattazione di ben ventuno interrogazioni, è stata revocata dalla presidente Fichera poche ore prima, alle ore 13,37, attraverso una nota trasmessa ai consiglieri telematicamente, per posta certificata, con la quale inoltre li invitava, per la stessa ora del pomeriggio, a un incontro per un “definitivo chiarimento” nell’ufficio di presidenza nel palazzo municipale.

Fichera nella comunicazione di revoca scrive: “Avendo riflettuto che tale determinazione possa essere intesa inopportuna considerato il clima che continua a caratterizzare lo svolgimento naturale dei lavori consiliari, tenuto conto che avendo avuto delle interlocuzioni con alcuni colleghi consiglieri che hanno ribadito la necessità di ristabilire, ancor prima che in consiglio comunale, un dialogo duraturo e indispensabile sia per il bene della città sia per l’autorità dell’istituzione comunale che onoriamo di rappresentare, tenuto conto che è mio principale dovere recepire tutte quelle istanze volte a determinare la conclusione e la soluzione migliore per uscire da questa embasse [sic, ndr] politica e che non può essere superata se non attraverso un reale confronto con le parti”.

Tali motivazioni non sono andate giù ad almeno tre dei tredici consiglieri di opposizione, segnatamente Giuseppe Di Mare, Angelo Pasqua e Biagio Tribulato, che hanno inoltrato una protesta scritta al ministro degli Interni, al prefetto di Siracusa, all’assessorato regionale Enti locali e al suo dipartimento funzione ispettiva, oltre che alla presidenza del civico consesso, al sindaco e al segretario comunale, invitandoli ad attivare “qualora rinvengano le motivazioni, tutti gli strumenti consentiti dalla legge per gli interventi sostitutivi“.

Di Mare, Tribulato, presenti dinanzi a palazzo San Biagio all’orario della seduta revocata, a cui nella nota di protesta agli enti preposti e in un successivo comunicato alla stampa si aggiunge Pasqua, hanno rifiutato la proposta di incontro della presidente Fichera e contestato formalmente i seguenti aspetti: “Va considerato che l’atto di annullamento deve essere congruamente motivato e che la notifica ai consiglieri è opportuno che avvenga con adeguato anticipo rispetto alla data fissata, in ossequio al generale principio di correttezza dell’azione amministrativa e che comunque, in ogni caso, bisogna tenere in debita considerazione il diritto di ciascun consigliere a veder celebrato il consiglio stesso”.

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Sotto l’aspetto politico, rinnovano l’invito alle dimissioni rivolto alla presidente Fichera asserendo nel comunicato alla stampa che “solo le dimissioni del Presidente possono portare ad un azzeramento della situazione” e che “siamo dinanzi ad una gestione dilettantistica dell’organo consiliare”, e sottolineando che “appare chiaro che si tratta di un Presidente in balìa dei suoi umori, che oggi spara a zero e poi ci ripensa, e molto più, che ha capito di aver finito il proprio mandato ed attraverso una reazione scomposta prova in tutti i modi a restare seduta sulla poltrona che occupa, in barba ad ogni principio di novità sbandierato in campagna elettorale“.

Ricordiamo ancora bene quelle sue parole – proseguono nel comunicato Di Mare, Pasqua e Tribulato in merito alla seduta del 13 giugno scorso – dopo le accuse nei confronti di chi si era opposto ad una gestione parziale dei lavori consiliari, “non c’è discussione sull’intervento del Presidente”, e la chiosa finale rivolta a tutti e trenta i consiglieri, “dimettetevi invece di rinunciare al gettone“”.

Ritenendo la vicenda organica ad una “campagna per l’elezione del nuovo presidente del Consiglio“, sanciscono infine una rottura all’interno dell’opposizione, affermando che “in merito al tardivo invito della Presidenza ad un incontro riteniamo che il luogo deputato sia sempre e solo il Consiglio comunale” e quindi che “non ci piacciono le riunioni nascoste, noi non abbiamo niente da nascondere o di cui vergognarci, oppure si faccia un incontro in diretta streaming con tutti e non solo con quei “alcuni consiglieri” che cita nella sua nota e che non possono decidere per tutti“.

Non sono ancora noti, invece, i nominativi dei consiglieri comunali che abbiano deciso di prender parte all’incontro nell’ufficio di presidenza del palazzo municipale.


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