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Crisi rifiuti, da assemblea Srr Siracusa documento unitario dei sindaci. Di Mare: “Termoutilizzatori sono una soluzione”

SIRACUSA – I sindaci della provincia, componenti la Srr (Società per la regolamentazione del servizio di gestione rifiuti), si sono riuniti oggi nel salone “Borsellino” al palazzo Vermexio, sotto la presidenza del sindaco del capoluogo Francesco Italia, al fine annunciato di “individuare una linea comune nella soluzione alla crisi del sistema dei rifiuti dovuta alla progressiva saturazione della discarica di contrada Coda Volpe“, in territorio di Lentini, che interessa circa 150 comuni della Sicilia orientale.

Al termine hanno sottoscritto “un documento articolato in quattro punti che – secondo quanto riferisce Italia – riafferma la nostra compattezza nel far fronte comune su un’emergenza che non è affatto rientrata e i cui costi non possiamo fare gravare sui cittadini ai quali, in questi anni, abbiamo promesso la riduzione della Tari in presenza di comportamenti virtuosi nel conferimento”.

Presente anche il sindaco di Augusta, Giuseppe Di Mare, che al nostro microfono dichiara: “Abbiamo elaborato una riflessione che andrà condivisa con i vertici regionali, divisa in due parti. Una legata all’immediatezza, perché quei sessanta giorni di proroga alla discarica di contrada Coda Volpe stanno già per finire e quindi il problema si ripercuoterà dopodomani (retoricamente, ndr) e non si può navigare al buio. Quindi è una richiesta precisa di decidere una volta per tutte come uscire da questa emergenza. Poi, cominciare a programmare una soluzione definitiva. I termoutilizzatori di gestione moderna rappresentano ormai un’importante soluzione, che non deve depotenziare la raccolta differenziata“. “La proroga dei sessanta giorni finirà a breve – ribadisce il sindaco del secondo comune della provincia – ma ancora oggi di soluzioni all’orizzonte non se ne hanno, se non quella di andare a portare i nostri rifiuti all’estero, con un aggravio di costi che ad oggi dovrebbe essere a carico dei Comuni, dei cittadini, ma anche questa la riteniamo una misura che va rivista dalla Regione, perché non è possibile portare sulle spalle dei cittadini questi ulteriori costi“.

Ecco le videointerviste ai sindaci Francesco Italia e Giuseppe Di Mare.

Nella conferenza stampa successiva all’assemblea, viene reso noto che il primo punto del documento riguarda il rapporto con la Regione e il Governo centrale. A Palermo viene chiesto un chiarimento in merito ai fondi di progettazione; e, sul nuovo piano d’ambito, di conoscere le linee guida rispetto all’aggiornamento, che “tardano ad arrivare“. Viene altresì richiesta una conferma politica dell’iter dell’istanza presentata dal governo regionale a quello nazionale sull’impiantistica di secondo livello anche per l’ambito della provincia di Siracusa; e, attraverso un contingentamento del conferimento dell’indifferenziato, avere garantita la possibilità di smaltimento pari al 35 per cento residuale.

L’assemblea avvierà infine una interlocuzione con il governo nazionale e la deputazione nazionale per “ipotizzare soluzioni straordinarie e derogatorie” all’attuale normativa di settore, con la “eventuale richiesta della dichiarazione dello stato di emergenza“. Avanzerà infine richiesta di risorse finanziarie per l’acquisto di impianti di videosorveglianza e per assumere nuove forze di Polizia municipale per combattere l’abbandono indiscriminato di rifiuti.

Viene reso noto, altresì, che per quanto concerne l’impiantistica e la programmazione si procederà alla ricognizione dei siti attuali per l’eventualità di un “abbancamento” o di “trasferenza” dei rifiuti quando Sicula Trasporti chiuderà e sarà stata trovata una nuova piattaforma di smaltimento per la quale è già stata pubblicata la manifestazione di interesse; nella ipotesi di extra costi rispetto agli attuali, viene chiesto alla Regione di prevedere misure compensative a carico della stessa per ristorare i Comuni; si è deciso, inoltre, di “riprendere il protocollo d’intesa con Kalat per la frazione organica e di pianificare un ciclo completo anche attraverso strumenti di progetto di finanza“.

I sindaci della Srr ribadiscono infine come “non si possa prescindere da un impianto di Tmb“, cioè di trattamento meccanico-biologico, a freddo, per i rifiuti indifferenziati. “Questo – si precisa – prima di pensare al termoutilizzatore, che può costituire la parte finale del ciclo ma non quella iniziale per evitare di dipendere sempre da altri contesti di ambito o privati. Il territorio dell’Ambito si oppone ad ipotesi di ampliamento di tutte le discariche esistenti in provincia“.

La Srr avvierà “un’unica campagna provinciale di comunicazione sulla necessità del primato della raccolta differenziata“, raccolta ritenuta “l’unica modalità per alleviare lo Stato emergenziale“, chiedendo pertanto al mondo della scuola di intervenire per promuovere la tematica della raccolta differenziata, con possibili testimonial i ventuno sindaci stessi.

Tra gli altri punti nel documento, la decisione di avviare azioni di prevenzione della produzione dei rifiuti e, infine, l’adozione, come Srr, delle linee guida per il funzionamento dei “Centri comunali per il riuso”, procedendo alla ricognizione e individuazione di siti adatti alla scopo in ogni comune.

(Nel collage di copertina: a sinistra Francesco Italia, a destra Giuseppe Di Mare)


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