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Faro Santa Croce di Augusta a privati, presentata la terza edizione del bando “Valore Paese – Fari”

AUGUSTA – È stato presentato questo martedì mattina a Civitavecchia, a bordo della nave scuola della Marina militare “Amerigo Vespucci”, dall’Agenzia del demanio e da Difesa servizi Spa, alla presenza dei vertici dei ministeri di Difesa, Economia e Beni culturali, il terzo bando di gara “Valore Paese – Fari” per affidare altri 17 fari italiani in concessione a privati. Tra questi figura il Faro Santa Croce di Augusta, sul modello di quanto già fatto con il Faro di Brucoli, affidato in concessione per cinquant’anni a una società privata per essere trasformato in una casa vacanze di lusso (vedi articolo).

Costruito nel 1859, su una superficie territoriale di 1.307 metri quadrati, il Faro di Capo Santa Croce è diventato uno dei simboli della città e dell’area balneare maggiormente frequentata dagli augustani. Tra gli “usi ammessi” dal bando, come per tutti i fari, si specificano: destinazione culturale, scientifica, didattica, ricreativa con la possibilità di sviluppare una parte da destinare a foresteria.

L’iniziativa è arrivata appunto alla terza edizione, con i due bandi precedenti che hanno già assegnato 24 edifici tra fari, torri ed edifici costieri a privati per avviarli a nuova vita. Questa mattina è stato annunciato che l’obiettivo per le ulteriori diciassette strutture inserite in elenco è quello di recuperarle e sottrarle al degrado grazie a progetti imprenditoriali innovativi e sostenibili, nel pieno rispetto della tutela e salvaguardia del territorio.

L’edizione di quest’anno si chiuderà il 29 dicembre prossimo e conferma la modalità di partecipazione alla gara pubblica, che prevede l’affitto delle strutture fino ad un massimo di 50 anni, e coinvolge per la prima volta nuove regioni, come Liguria e Marche, e piccole isole della laguna veneta.

Nello specifico, il “portafoglio 2017” è costituito da 8 fari in gestione a Difesa servizi Spa: in Toscana a Porto Santo Stefano (Grosseto) il Faro di Punta Lividonia, in Calabria il Faro di Punta Stilo, vicino Reggio Calabria, il Faro di Punta Alice, vicino a Crotone, e il Faro di Capo Rizzuto a Isola Capo Rizzuto (Crotone); in Sicilia ci sono il Faro Dromo Caderini a Siracusa, il Faro Punta Marsala sull’isola di Favignana (Trapani), il Faro di Capo d’Orlando a Messina e il Faro Punta Omo Morto a Ustica (Palermo).

A questi si aggiungono altri 9 beni, di varia tipologia, in gestione all’Agenzia del demanio: nella Laguna di Venezia si trovano l’Isola di San Secondo e l’Ottagono di Ca’ Roman, in Liguria a Camogli (Genova) il Faro Semaforo Nuovo, sul promontorio di Ancona il Faro del Colle dei Cappuccini; in Puglia quest’anno ci sono la Torre Monte Pucci a Peschici (Foggia) e la Torre d’Ayala a Taranto, mentre in Calabria la Torre Cupo di Corigliano Calabro (Cosenza), chiudono il Faro di Riposto vicino Catania e il Faro di Capo Santa Croce ad Augusta, appunto.

Nel comunicato ufficiale di presentazione del bando “Valore Paese – Fari”, si definisce così il progetto: “È un’iniziativa strategica che, oltre a consentire allo Stato di garantire la tutela e il recupero di questi “gioielli del mare”, offre un’opportunità concreta per sviluppare impresa e generare un significativo ritorno economico e sociale, anche per il territorio circostante. I numeri del progetto sono una conferma del raggiungimento di questi obiettivi: nel corso di due anni sono state assegnate 24 strutture, 9 fari con il primo bando 2015 e nel 2016 15 tra fari, torri ed edifici costieri, e lo Stato incasserà complessivamente 760.000 euro/annui (15,4 milioni nell’intero periodo di concessione) con un investimento da privati di 6 milioni nel 2015 e di 11 milioni nel 2016, per un totale di 17 milioni di investimenti diretti e una ricaduta economica complessiva di 60 milioni. Positivo anche il risvolto occupazionale che conterà 300 operatori“.


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