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L’amore dall’uomo primitivo alla chat spiegato da Vera Slepoj al Circolo Unione

AUGUSTA – Se ne fa tutta una questione di feeling: sguardi accattivanti, farfalle nello stomaco, fascino che seduce. Eppure al cambiamento della specie si accompagna quello di un sentimento ormai convenzionale che, da millenni, sta alla base dei rapporti umani. E, dunque, a seguire la scia evolutiva dell’amore in tutte le sue forme, è Vera Slepoj, psicoterapeuta veneta, presidente della Federazione italiana psicologi e autrice del recente saggio La psicologia dell’amore, edito da Mondadori e presentato, giovedì scorso, in città, su organizzazione di Grazia Salvo, titolare di una nota libreria.

Proposto in mattinata agli studenti e nel tardo pomeriggio, come da consuetudine culturale, anche al Circolo Unione, il tema dell’innamoramento è la risultante di una lunga storia introspettiva sui comportamenti dell’uomo o della donna che, insieme, ma ogni volta in maniera diversa, si ritrovano alla fine sempre completamente immersi dentro questa fase. “L’amore è primordiale”: con questo attributo l’autrice, ospite del circolo augustano presieduto da Gaetana Bruno, definisce l’oggetto del suo interessante studio.

È la presidente Bruno a introdurre il tema della serata: “Un saggio bellissimo, che tratta tutta la storia dell’amore iniziato più di 180 mila anni fa, dall’homo sapiens sapiens sino ad arrivare ai giorni nostri. Infatti è molto interessante il capitolo sull’amore in internet, che dà uno spaccato della nostra epoca, non trascurando neppure le sue degenerazioni, come il femminicidio”.

Quindi si è dato il via al dialogo con l’autrice, condotto dalla giornalista Michela Italia. Vera Slepoj ha passato diversi periodi della propria vita in questo territorio, tra Augusta e Brucoli, essendo molto amica di Catena Fiorello. Parla infatti di empatie e comunicazioni che avvicinano la gente. Si sofferma sulle varie forme d’amore che possono essere l’amore per un luogo, l’amore per qualcuno, l’amore come passione. Storicamente prima era qualcosa. Per capitoli, la sua trattazione procede analizzando fonti mitiche e percorrendo le tappe principali che l’amore ha compiuto da protagonista nei vari secoli: dalla ferinità primitiva degli esseri umani ancora legati al mondo animale e da qui il preconcetto della passione. Al tempo della filosofia greca e all’amore come idea innata per Platone, dai corteggiamenti cavallereschi dell’amore gentile al fascino dei Casanova.

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Spiega così l’autrice alla platea: “Cambiano le interpretazioni che noi diamo e la cultura dell’amore. Se è vero, l’amore è un evento soggettivo e cioè riguarda la storia personale di ognuno di noi, a seconda di come siamo vissuti e il tipo di affettività che abbiamo sviluppato. Ma è vero anche che abbiamo una parte che ci condiziona nei comportamenti che consentono l’amore e questi hanno tutti dei sostrati culturali di riferimento”.

Vera Slepoj intende divulgare nuove idee, non parla più di possesso, di desiderio, di fusione di corpi e di caratteri ma di continua “conquista“. Asserisce: “Il grande seduttore non consuma mai l’amore. Per lui non è importante la consumazione, il matrimonio, ma lo è la conquista. Cattura l’amore, che non è una preda ma una conquista. I modi e le misure da attuare al fine di liberarsi da  questi condizionamenti che vedono ancora l’amore come sofferenza, dolore, passione, irrazionalità. Se non ha questi stravolgimenti non è tale“.

Aggiunge: “Noi abbiamo questi preconcetti di fondo. Io voglio provare  a dare una lettura del comportamento umano con la psicologia. Solo così potrei spiegare il mio credo verso un amore che sia il risultato ultimo di tutto il nostro vissuto. È pure esplosione chimica, è emotività. Gli odori e l’attrazione sono i principali fattori che determinano l’incontro amoroso. Tale chimica è tutto  quello che non si dice nella sessualità: è il sapore, sono i profumi, quelli che noi emaniamo, sono i comportamenti non verbali. Ognuno di noi esprime già col corpo i suoi sentimenti. Non servono preconcetti quindi, il problema sta nel fatto che noi abbiamo ormai perso questa parte comunicativa istintiva, animale. Questa parte primordiale”.

A chiusura dell’apprezzato incontro è intervenuta nuovamente la presidente del Circolo Unione Gaetana Bruno, sottolineando come tali analisi scientifico-letterarie di un sentimento centrale nelle vite umane possano consentire di viverlo nella sua forma più matura, serena e consapevole.

Alessandra Peluso


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