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Le terapie del dolore all’ospedale “Muscatello” di Augusta

AUGUSTA – Dal mese di maggio le attività dell’Unità operativa Terapia del dolore, diretta dalla dott.ssa Marilina Schembari, sono presenti ed in fase di continua implementazione anche presso l’ospedale “Muscatello” di Augusta. Vengono effettuate una o due sedute chirurgiche settimanali nel reparto operatorio dell’ospedale, con la collaborazione del personale della locale Unità operativa di Anestesia e Rianimazione, oltre che visite mediche ambulatoriali.

Un servizio aggiuntivo di alta specialità assicurato da una equipe multidisciplinare che opera in sinergia contro il “dolore inutile”, per una presa in carico globale del paziente.

Fanno parte dell’Unità operativa, oltre alla dott.ssa Schembari, il dott. Fabio Raiti, l’infermiera Giulia Torneo, i fisioterapisti Francesco Birrico e Rosita Caceci che curano l’apprendimento delle posture e delle tecniche di rilassamento, la psicologa Agata Romeo per l’induzione di abitudini corrette, nel riposo, nell’alimentazione e nella reazione.

Con il termine “terapia del dolore” si intendono tutti quegli atti farmacologici, interventistici, chirurgici e cognitivo-comportamentali mirati a ridurre il dolore inutile, cioè quella sofferenza che non ha nessuna utilità nell’esserci e  interferisce negativamente sulla qualità della vita personale e professionale. Anche quando non si può guarire, non essere soli davanti al dolore può già rappresentare la prima cura.

Le terapie farmacologiche prevedono il ricorso ad analgesici antinfiammatori e oppioidi, anestetici locali, ma anche a farmaci antidepressivi o antiepilettici–anticonvulsivanti. L’uso di oppioidi e cannabinoidi è regolamentato da specifiche norme e linee guida. Ad integrazione, o in alternativa, ai farmaci possono essere praticate, per via percutanea, terapie fisiche a base di ozono, di basse temperature (crioterapia) e di onde a radiofrequenza pulsata e continua, nonché la neurostimolazione midollare.

La terapia multidisciplinare comprende la rieducazione fisioterapica e quella comportamentale al fine di attivare i meccanismi nervosi che inibiscono la nocicezione per bloccare la cronicizzazione dello stimolo doloroso. Sono stati messi a punto percorsi psico-educazionali di gruppo, individualizzati per patologia. Per i pazienti con fibromialgie, per esempio, si ricorre ad un percorso multimodale a base di farmaci, fisioterapia educazionale, psicoterapia di gruppo, camera iperbarica e ozonoterapia.

Il dolore cronico ha assunto i connotati di un problema di salute pubblica. Affligge, infatti, circa dodici milioni di italiani (20 per cento) e impone costi gravosi in termini di perdita di giornate lavorative, farmaci analgesici, esami diagnostici, terapie riabilitative e ricoveri inappropriati. Il problema più ricorrente in fatto di malattie croniche con dolore è la lombalgia, seguita dall’osteoartrosi, dalle cefalee dai dolori neuropatici periferici e dalle fibromialgie.

Il diritto per tutti i cittadini di essere curati per la “malattia dolore” è sancito dalla Costituzione italiana e ribadito dalla legge 38 del 15 marzo 2010 “Disposizioni per garantire l’accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore”.

Per accedere ai trattamenti specialistici di terapia del dolore è necessaria la richiesta del medico curante e la prenotazione tramite il Cup.


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