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Muscatello, Tds e Ona: legge amianto solo sulla carta. Duro j’accuse di Vicario

AUGUSTA – La legge regionale n. 10 del 2014 sulle patologie derivanti dall’esposizione all’amianto sarebbe applicata solo sulla carta. Questo il duro j‘accuse di Calogero Vicario, coordinatore regionale dell’Osservatorio nazionale amianto (Ona), all’assemblea organizzata, nella sede della Misericordia-Fratres, ieri pomeriggio, dall’associazione a “Tutela della salute” e del Presidio ospedaliero “Muscatello” (Tds), i cui lavori sono stati aperti dal presidente Domenico Fruciano, il quale ha ricordato che, dieci anni fa, in quella stessa sede, si riuniva il comitato per salvaguardare l’ospedale Muscatello.

Fruciano ha riferito di un recente incontro a Catania con l’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza, che un mese fa ha firmato il decreto per il finanziamento delle strutture ospedaliere siciliane, tra cui i quasi dieci milioni di euro per il “Muscatello”, ancora oggi privo di anestesisti, tanto che vengono svolti solo gl’interventi chirurgici d’urgenza. Ma questi milioni di euro, come ha ricordato Fruciano, non sarebbero tanto per l’ospedale vero e proprio quanto per il cosiddetto Pta, il Presidio territoriale ambulatoriale, e specificatamente per “il completamento del terzo piano”. Fruciano non ha lesinato battute polemiche contro il vertice dell’Asp, che avrebbe fatto, ironizza, il “regalo di una camera mortuaria di eccellenza”.

Per parlare della sostanziale mancata applicazione della legge 10, è stato invitato il citato Calogero Vicario, da anni protagonista della battaglia per il riconoscimento dei diritti a lavoratori ed ex lavoratori esposti all’amianto. Vicario ha precisato che la legge, nota anche come “legge Gianni”, dal promotore, l’allora deputato regionale priolese Pippo Gianni, prevede diagnosi, cura e ricerca sulle patologie derivate dall’amianto da effettuarsi nell’ospedale “Muscatello” quale Polo regionale di riferimento, non per campanilismo ma perché l’area su cui insistono Priolo e Augusta è un’area dove si sono registrate molte vittime e anche perché quest’area, che comprende il porto di Augusta, ha contribuito moltissimo per le casse erariali.

Anche Vicario si è scagliato contro il vertice dell’Asp, che, nonostante tutte le proteste, non avrebbe ancora applicato interamente la legge, perché, a suo dire, anche se ha speso 370 mila euro, non si realizzerebbe in questo modo un “serio polo regionale“, come, per esempio, si è fatto a Siena: una persona che ritiene di correre rischi per l’esposizione all’amianto, anche se non accusa sintomi, dovrebbe essere presa in carico, monitorata, assistita e, eventualmente, curata in questo polo di riferimento, mentre, attualmente, gli utenti sarebbero addirittura rimandati a casa perché non hanno la certificazione Inail o sono sballottati da un ufficio periferico all’altro.

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Vicario ha informato l’uditorio che, recentemente, è morta una persona, che un anno fa ha accusato i sintomi e che si sarebbe potuta salvare se la legge 10 avesse trovato la sua piena applicazione. Così non è stato e ora, ha riferito, si sta procedendo con una denuncia per questa mancata applicazione.

G.C.


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