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Nuova discarica per rifiuti pericolosi ad Augusta, arriva la Via regionale: l’iter, i pareri e le prescrizioni

AUGUSTA – La Regione Siciliana ha espresso giudizio positivo di compatibilità ambientale sul progetto della società “Log service srl” (gruppo Gespi) per la realizzazione di una discarica di rifiuti speciali pericolosi in contrada Marcellino, nell’area industriale di Augusta, attraverso il decreto assessoriale del 21 maggio 2026, successivamente pubblicato nella Gazzetta ufficiale della Regione Siciliana del 12 giugno.

Il provvedimento conclude favorevolmente la procedura di Valutazione d’impatto ambientale (Via) nell’ambito del Provvedimento autorizzatorio unico regionale (Paur), dopo un iter avviato nel 2022 e sviluppatosi attraverso conferenze di servizi, richieste di integrazioni, osservazioni di associazioni ambientaliste, rilievi di soggetti industriali e approfondimenti tecnici della Commissione tecnica specialistica (Cts) della Regione.

Secondo la documentazione progettuale, l’intervento prevede la realizzazione di una discarica di rifiuti speciali pericolosi nel lotto ricadente nell’area Grandi industrie di contrada Marcellino, a ridosso del parco serbatoi della Sasol Italy, per un investimento complessivo privato quantificato in circa 5,2 milioni di euro. L’impianto viene descritto negli atti come destinato “a servizio esclusivo dei rifiuti prodotti dall’impianto di termodistruzione della società Gespi srl sito in contrada Punta Cugno“, anch’essa nel territorio di Augusta.

Il progetto definitivo su una superficie totale di 28.620 metri quadrati, a circa 400 metri a nord della strada provinciale 114, comprende la realizzazione del bacino della discarica attraverso la rimozione di 118mila metri cubi di materiale, delle opere di impermeabilizzazione del fondo e delle scarpate, del sistema di raccolta e gestione del percolato, dell’impianto antincendio, delle opere viarie interne, della pesa, del lavaggio ruote, degli uffici e delle altre infrastrutture funzionali all’esercizio dell’impianto. La documentazione tecnica prevede inoltre la posa di palancole di contenimento, sistemi di drenaggio, impianti per la gestione delle acque meteoriche e opere di mitigazione ambientale. Il cronoprogramma da progetto stima circa 24 mesi di cantiere, di cui 18 per la realizzazione del bacino.

Nel corso dell’istruttoria sono state presentate osservazioni da parte delle associazioni ambientaliste Legambiente Augusta e Natura sicula onlus. Tra i principali rilievi figuravano la localizzazione dell’impianto all’interno del Sito di interesse nazionale (Sin) di Priolo, la presenza dell’Area ad elevato rischio di crisi ambientale (Aerca) di Siracusa, la compatibilità con la destinazione urbanistica dell’area industriale e la valutazione dei rischi connessi alla presenza di impianti a rischio di incidente rilevante. Le associazioni avevano inoltre sollevato dubbi sulla compatibilità urbanistica dell’iniziativa e sulla valutazione degli scenari incidentali legati al contesto industriale circostante.

Nel corso delle conferenze di servizi sono stati acquisiti i diversi pareri favorevoli. Tra questi figurano il parere positivo con condizioni del Libero Consorzio comunale di Siracusa ai fini della Via, il parere archeologico positivo della Soprintendenza ai Beni culturali di Siracusa, il parere favorevole espresso dal Genio civile di Siracusa e le determinazioni dell’Autorità di bacino che hanno escluso il progetto dalla procedura relativa all’Autorizzazione idraulica unica. Anche Arpa Sicilia, dopo le richieste di approfondimento formulate nel corso dell’istruttoria, ha espresso parere favorevole con prescrizioni sul piano di monitoraggio ambientale e sugli aspetti di propria competenza.

Uno dei passaggi più rilevanti dell’intero procedimento è rappresentato dalla terza e ultima conferenza di servizi del 18 luglio 2024. Dal verbale ufficiale emerge che il sindaco di Augusta Giuseppe Di Mare, dopo avere ricordato il parere favorevole dell’ufficio Urbanistica del Comune già formalizzato l’1 marzo 2024 (“ai soli fini urbanistico-edilizio“, con alcune prescrizioni), ha dapprima chiesto chiarimenti “sugli aspetti emissivi dichiarati e sulle modalità di copertura“, prendendo atto delle risposte fornite dal proponente, che ha ribadito come “gli impatti delle emissioni saranno poco significativi“, che sono previsti sistemi di abbattimento delle polveri e specifici piani di controllo e monitoraggio.

A conclusione del confronto, il primo cittadino ha quindi espresso parere favorevole al progetto subordinandolo a cinque condizioni: la prima riguarda la trasmissione trimestrale al Comune dei risultati del Piano di monitoraggio e controllo, con obbligo di comunicazione agli enti competenti di eventuali criticità ambientali, anomalie o incidenti; la seconda prescrive che la società si doti di un sistema di gestione ambientale certificato ISO 14000; la terza impone l’installazione di un impianto di nebulizzazione per limitare la diffusione di polveri durante le operazioni di conferimento; particolarmente significativa la quarta condizione, con cui il Comune ha stabilito che “la società sarà impossibilitata a richiedere la voltura della gestione da ‘conto proprio’ a ‘conto terzi’, ovvero modificare la destinazione dei rifiuti. Deve restare solo a servizio dell’impianto di Punta Cugno“; la quinta prescrizione riguarda invece le misure compensative previste dalla normativa per il territorio comunale. Il verbale della conferenza di servizi riporta, al riguardo, che “il proponente accetta le prescrizioni imposte dal Comune“.

Tra i contributi più articolati acquisiti nel procedimento figurano quelli presentati da Sasol Italy, proprietaria degli stabilimenti italiani della multinazionale sudafricana della chimica. La società ha manifestato preoccupazioni legate alla vicinanza della discarica proposta al proprio stabilimento, soffermandosi in particolare sugli aspetti relativi alla sicurezza industriale, alla presenza delle falde idriche, agli effetti delle opere di confinamento previste dal progetto e alle possibili interferenze con le infrastrutture esistenti. Le osservazioni hanno riguardato anche gli scenari incidentali, il monitoraggio ambientale e le possibili conseguenze delle opere previste sul contesto industriale circostante.

Le osservazioni degli enti, delle associazioni ambientaliste e del soggetto industriale sono state esaminate dalla Commissione tecnica specialistica (Cts) per le autorizzazioni ambientali della Regione Siciliana. Con il parere del 30 aprile 2026, la Cts ha concluso la propria istruttoria esprimendosi favorevolmente sul progetto, subordinandolo tuttavia a un articolato quadro prescrittivo.

Tra le condizioni imposte figurano l’adozione di specifiche misure di monitoraggio ambientale, l’obbligo di comunicazione degli scenari incidentali ai gestori degli impianti confinanti, la realizzazione delle opere di mitigazione ambientale, la limitazione della profondità dei piezometri per evitare interferenze con la falda profonda e l’attuazione di procedure dedicate alla gestione di eventuali sversamenti accidentali.

Il successivo decreto assessoriale del 21 maggio 2026 ha recepito integralmente le conclusioni della Commissione tecnica specialistica, esprimendo giudizio positivo di compatibilità ambientale con condizioni e consentendo il prosieguo dell’iter autorizzativo previsto dalla normativa vigente.


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