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Aeolos Kenteris lascia Augusta dopo dieci anni: l’ex relitto del porto trasferito in Turchia

AUGUSTA – Dopo quasi un decennio trascorso come uno dei relitti più visibili e simbolici del porto di Augusta, l’Aeolos Kenteris ha lasciato oggi, 16 giugno, lo scalo megarese diretto verso un cantiere navale turco, dove verrebbe sottoposto a lavori di carenaggio e ripristino che potrebbero riportarlo in servizio commerciale sotto la gestione di un nuovo armatore.

Si chiude così una vicenda che, per anni, ha rappresentato una delle immagini più insolite del porto augustano: quella dell’ex traghetto veloce greco semiaffondato e spiaggiato sul basso fondale del Pantano Daniele, a nord delle banchine operative e a ridosso della saline Migneco-Lavaggi.

Secondo quanto appreso, il trasferimento è stato reso possibile a seguito dell’acquisizione dell’unità da parte di un nuovo proprietario, che avrebbe commissionato le operazioni di recupero. Una volta rimesso in condizioni di galleggiabilità e sicurezza, il mezzo è stato trasferito presso il pontile Ro-Ro del porto per una serie di interventi tecnici preliminari, propedeutici al viaggio verso la Turchia, durati una decina di giorni.

L’Aeolos Kenteris non è una nave qualunque. Varato nel 2001 nei cantieri francesi Alstom Leroux Naval di Lorient, fu all’epoca uno dei traghetti veloci più avanzati del Mediterraneo. Appartenente alla compagnia greca NEL Lines, è lungo circa 140 metri e poteva trasportare fino a 1.742 passeggeri e oltre 400 veicoli. Grazie a una sofisticata propulsione a idrogetti, raggiungeva velocità prossime ai 40 nodi, collocandosi tra le unità più rapide della sua categoria.

Intitolato al velocista olimpico greco Kostas Kenteris, divenne per anni l’ammiraglia della compagnia ellenica sulle rotte turistiche del Mar Egeo, collegando il Pireo con le principali isole greche. Successivamente operò anche nel Mar Rosso con il nome “Red Sea I”, prima di tornare nella flotta NEL Lines.

L’arrivo ad Augusta risale a una decina d’anni fa, quando l’unità era stata individuata per l’attivazione di un collegamento veloce con Malta. Il progetto, tuttavia, non si concretizzò mai. La nave necessitava di importanti lavori di manutenzione e adeguamento, mentre nel frattempo la compagnia greca NEL Lines era stata travolta da una gravissima crisi finanziaria culminata con il fallimento dichiarato nel 2015, a cui seguì il sequestro del traghetto.

Le attività di ripristino previste ad Augusta si bloccarono e l’unità rimase inattiva nel porto commerciale. Negli anni successivi il deterioramento delle condizioni generali e degli ormeggi provocò infiltrazioni d’acqua e problemi di galleggiabilità. Per ragioni di sicurezza portuale si decise quindi di allontanarla dalla banchina e di posizionarla sul basso fondale del Pantano Daniele, dove rimase parzialmente sommersa e abbandonata.

Per anni lo scafo arrugginito dell’Aeolos Kenteris è stato visibile sia dal mare sia da diversi punti della rada augustana, diventando una presenza ormai familiare per operatori portuali e diportisti. Nel piano predisposto dall’Autorità di sistema portuale del mare di Sicilia orientale nella scorsa estate, infatti, era stata programmata la rimozione di sette relitti tra unità dismesse e imbarcazioni abbandonate presenti nella rada di Augusta, nella porzione settentrionale contigua alle saline Migneco-Lavaggi. Tra gli interventi previsti figurava inoltre il recupero di un relitto affondato nei pressi del pontile Ro-Ro. Da tale programma risultava escluso proprio l’Aeolos Kenteris, sottoposto a sequestro nel 2016 e caratterizzato da una situazione giuridica e proprietaria più complessa rispetto agli altri natanti interessati dalle operazioni di sgombero.

Nel tempo la nave è stata oggetto di numerosi sopralluoghi, fotografie e reportage da parte di appassionati di archeologia industriale e trasporti marittimi, attirando presumibilmente l’attenzione anche di osservatori internazionali interessati al destino delle grandi unità navali abbandonate.

La sua partenza odierna consente pertanto di risolvere autonomamente una delle vicende più longeve e particolari tra quelle legate ai relitti presenti nel porto di Augusta. Ciò segna un cambio di scenario inatteso per un’unità che molti ritenevano ormai destinata alla demolizione, giacché il trasferimento verso la Turchia lascia infatti ipotizzare un progetto di recupero industriale vero e proprio. I cantieri navali turchi rappresentano oggi uno dei principali poli mediterranei sia per la demolizione sia per il refitting e la riattivazione di traghetti e navi passeggeri.

(Foto di copertina fornita da Seby Piazza)


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