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Passaggio di campana nel Lions club Augusta, Vaccaro cede il testimone a Gaeta

AUGUSTA – “Poiché Augusta è una città di fondazione, sarebbe bello se fosse eretta una statua al fondatore, Federico II di Svevia”. È stato questo l’auspicio di Maurizio Vaccaro, presidente uscente del Lions club cittadino, in occasione della cerimonia del passaggio della campana, sabato 17 giugno sera, cerimonia che segna il passaggio delle consegne fra vecchio e nuovo presidente nel Lions club come in tutti i sodalizi del genere di derivazione statunitense.

È stato ricordato come il Lions, in campo mondiale, è quello a maggior diffusione, in campo cittadino è il più antico: fu fondato nel 1962, per iniziativa di avvocati quali Elio Salerno e Domenico Moschitto, e di professionisti quale l’ingegnere Giovanni Vaccaro, padre di Maurizio. Non potendo essere presente, per ragioni di salute, l’avvocato Moschitto ha inviato un messaggio augurale in occasione della ricorrenza.

Maurizio Vaccaro ha tracciato un bilancio della sua esperienza annuale quale presidente, ricordando le attività di servizio verso la comunità augustana, soprattutto quelle svolte in collaborazione con le scuole cittadine: l’istituto comprensivo “Orso Mario Corbino” e l’istituto superiore “Arangio Ruiz”. Per queste attività, preziosa è stata la collaborazione della socia Rita Cocciolo, che, per questo motivo, nel corso della serata, è stata insignita della più alta onorificenza che il Lions international riconosce ai soci benemeriti.

In conclusione, prima dell’auspicio pro statua a Federico II, Vaccaro ha rivolto un appello: occorre invertire una tendenza, occorre “fare in modo che Augusta sia visitata dal maggior numero di persone”. Breve è stata l’allocuzione del presidente entrante, Antonio Gaeta, visibilmente emozionato. Sono intervenuti alcuni “officer” del club, quali Elisa Lombardo, Giovanni Alga e Rosario D’Onofrio. D’Onofrio, già ammiraglio medico della Marina Militare e già governatore distrettuale del club, non ha mancato di ricordare il dottor Saluta, come aveva già fatto in precedenza lo stesso Maurizio Vaccaro, rendendo omaggio alla vedova, presente in sala.

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G.C.


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