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Petrolchimico, Isab Lukoil: nessun disimpegno, ma alla ricerca di partner. I numeri della fermata programmata ad ottobre

AUGUSTA – È stato sottoscritto l’accordo, come noto, per la cessione della raffineria Esso di Augusta, insieme ai depositi carburante di Augusta, Palermo e Napoli e relativi oleodotti, alla compagnia petrolifera statale algerina Sonatrach. Un’operazione del valore economico, pare, di circa 580 milioni di euro, caratterizzata dall’estrema riservatezza, pure nei confronti dei sindacati. L’imminente disimpegno di ExxonMobil pone una serie di interrogativi, dai risvolti occupazionali, su cui gli acquirenti algerini hanno dato rassicurazioni, alle bonifiche nel quadrilatero industriale.

Su tali quesiti nei giorni scorsi, sono giunte alcune importanti risposte da Isab Lukoil, proprietaria di due raffinerie tra Priolo e Melilli. È infatti utile evidenziare quanto affermato dal direttore delle risorse umane e delle relazioni esterne di Isab Lukoil, Claudio Geraci, nella sede di Confindustria, venerdì scorso, in occasione del convegno sul tema “Scenari e sostenibilità della raffinazione in Italia ed in Sicilia”.

Geraci ha indicato alcuni dati sulla nuova fermata programmata ad ottobre per gli Impianti Nord di Isab: “È un investimento tra i 50 ed i 60 milioni di euro con la fermata per manutenzione di 44 giorni, che riguarderà ad ottobre gli Impianti Nord, con l’impiego di 2 mila addetti dell’indotto oltre al personale diretto. Non esiste alcun disimpegno sul territorio, di cui non se ne è mai parlato – ha affermato sulle voci di eventuali cessioni, già smentite lo scorso settembre – L’azienda ha sempre spiegato che è alla ricerca di partner internazionali e che sono in corso dei contatti”.

Sulle bonifiche l’azienda si è espressa con chiarezza. “Le modalità dei piani di bonifica a cui le aziende partecipano sono note a tutti, a noi tocca intervenire all’interno dei nostri confini, ad altri spetta intervenire in altri confini. Ci sono strumenti che permettono di ragionare insieme per trovare questa soluzione. Ma lasciare passare il messaggio che le bonifiche non si fanno perché non le fa la zona industriale è assolutamente falso, una fake news”.

In base ai dati illustrati da Geraci, il settore petrolifero è l’asset trainante per l’economia della provincia, con un valore economico complessivo tra investimenti per manutenzioni stimato in 400 milioni ogni anno. Ha tenuto a precisare come “il settore contribuisce per diversi miliardi di euro all’economia siciliana e siracusana e continua a mantenere i siti produttivi in marcia con programmi d’investimento avanzati”.

Secondo quanto esposto da Geraci, il settore petrolifero siracusano registra come produzione 17,7 milioni di tonnellate rispetto ai 27,5 milioni di tonnellate in Sicilia e 79,1 milioni in Italia, l’export contribuisce con 4,6 milioni di euro rispetto ai 5 milioni di euro della Sicilia e ai 12,5 milioni in Italia. Il dato relativo alle tasse pagate al 2017 è di 1 miliardo di euro, ed il valore tra investimenti e manutenzioni è di 400 milioni di euro ogni anno, per un settore che impegna 2.500 addetti nell’indotto e partecipa al 50 per cento del Pil provinciale. “Siamo qui per costruire ponti – ha detto Geraci – e riuscire a far comunicare delle strade che per ragioni diverse si sono separate. Quello a cui noi aspiriamo è una programmazione territoriale infrastrutturale che non sia sintomatica, tenga conto di cosa sia presente sul territorio e trovare quelle soluzioni che permettano di guardare al futuro con rinnovato impegno e sostenibilità. Strumenti sintomatici che a volte possono essere risultato di espressioni ideologiche possono rappresentare un danno e non un vantaggio”.


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