Politica

Punta Izzo, approvata mozione contro poligono. Pasqua riferisce in aula: “Marina non ha intenzione di riattivarlo”

AUGUSTA – La mozione contro la paventata riattivazione del poligono di tiro militare a Punta Izzo è stata votata, ieri sera, all’unanimità dal consiglio comunale, dopo tre ore di accesa discussione (anche se tutti erano d’accordo sin dall’inizio). Al momento della votazione erano presenti tredici consiglieri della maggioranza pentastellata (assente, fra gli altri, il capogruppo Roberto Casuccio, fuori dell’emiciclo l’ex capogruppo Mauro Caruso) e nove consiglieri dell’opposizione, motivo per cui dai banchi della minoranza è stata evidenziata la non autosufficienza del M5s per garantire il numero legale.

Pubblico delle grandi occasioni, anche per la risonanza mediatica scaturita dalle iniziative del coordinamento “Punta Izzo possibile”, nonostante la scarsa partecipazione popolare ai cortei promossi. Prima della votazione, sono stati invitati a parlare gli augustani Gianmarco Catalano e Andrea Tringali, in rappresentanza del coordinamento, il melillese Daniel Amato, quale componente del Comitato paritetico misto per le servitù militari, il siracusano Fabio Morreale, di Natura sicula, e il catanese Sebastiano Papandrea, avvocato amministrativista, esperto della materia, patrocinatore delle istanze del coordinamento. Proprio Papandrea è stato il più “gettonato” fra gli invitati. Fuor di metafora, l’avvocato è stato interpellato più degli altri, soprattutto dal sindaco Cettina Di Pietro riguardo specialmente a questioni tecnico-procedurali per la Giunta comunale che, a mozione approvata, dovrebbe avviare un corretto iter al fine di impedire alla Marina militare la riattivazione del poligono, in funzione fino al 1983.

Secondo i promotori del coordinamento “Punta Izzo possibile”, tutta l’area di Punta Izzo è un bene paesaggistico con vincolo di immodificabilità, da bonificare e tutelare anche perché, per statuizione della Regione Siciliana, Punta Izzo è uno dei luoghi “della memoria e dell’identità siciliana”, che potrebbe diventare attrazione turistica, come attrazione turistica potrebbero rappresentare le ex Saline, non distanti da Punta Izzo. Nel suo intervento Fabio Morreale, guida naturalistica, ha esortato gli augustani a prendere coscienza di queste risorse, che, però, attualmente non possono attrarre visitatori, come, per esempio, la zona umida di Vendicari in territorio di Noto.

Gianmarco Catalano ha messo l’accento sulla mancata interlocuzione del Comune di Augusta riguardo a Punta Izzo. Anche se, per legge, la Marina militare può costruire edifici senza autorizzazione comunale, tuttavia, come ha sostenuto l’avvocato Papandrea, quando si tratta di beni paesaggistici soggetti a vincoli, come nel caso di Punta Izzo, la Conferenza dei servizi non può escludere il Comune sul cui territorio deve sorgere un nuovo insediamento militare. Non dovrebbe, in sostanza, essere sufficiente il parere della Soprintendenza ai beni culturali. La stessa Soprintendenza è stata oggetto di censura perché, nel caso del poligono da riattivare a Punta Izzo, secondo quanto espresso dai rappresentanti del coordinamento, avrebbe acconsentito che si abbassassero i vincoli protezionistici che erano stati stabiliti per quell’area.

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Un’area dove insistono tre stabilimenti cosiddetti elioterapici per dipendenti civili, sottufficiali e ufficiali e alloggi di rappresentanza, ma dove la Marina non ha alcun presidio difensivo, come ha sottolineato il consigliere pentastellato Marco Patti, il quale ha sostenuto che un poligono può essere allocato in altra area. La discussione si è accesa quando il consigliere di opposizione Angelo Pasqua ha rimproverato l’Amministrazione di non aver invitato i rappresentanti della Marina prima della riunione della commissione consiliare, precedente al consiglio comunale di ieri, commissione allargata ai rappresentanti del coordinamento “Punta Izzo possibile”. La presidente del consiglio, Sarah Marturana, ha puntualizzato che le era stato richiesto di invitare la Marina militare solo per la sessione consiliare: ciò che ha fatto, anche se nessuno della Marina ieri era presente per varie ragioni.

Pasqua ha informato il consiglio d’essersi recato, con il suo collega Biagio Tribulato, a parlare dell’argomento con il comandante di Marisicilia, il contrammiraglio Nicola De Felice, il quale, ha detto Pasqua, avrebbe rassicurato che “non c’è nessuna intenzione da parte della Marina di fare il poligono militare ad Augusta“. Il parere favorevole della Soprintendenza alla riattivazione del poligono risale al luglio 2013 e ha la validità di un quinquennio, per cui la Marina, o la Difesa, se disinteressata all’opera, potrebbe anche far scadere i termini.

Il coordinamento “Punta Izzo possibile” ha già presentato un ricorso gerarchico all’Assessorato regionale e, in caso di rigetto, farà ricorso al Tribunale amministrativo regionale (Tar) per impedire la riattivazione del poligono, per un costo preventivato allora (nel 2012) di circa 4 milioni di euro. Il ricorso gerarchico potrebbe avere una maggiore efficacia se l’Amministrazione comunale si attiverà in tempi rapidi a sostenere burocraticamente la mozione approvata ieri all’unanimità dei presenti dal consiglio comunale e che impegna proprio la giunta Di Pietro ad avviare l’iter per impedire l’attivazione del poligono di tiro a Punta Izzo, azione propedeutica alla richiesta di “smilitarizzazione” dell’area per la realizzazione di un parco naturale, accessibile al pubblico.


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